“Salvini al Colle sembrava Dudù“. L’analisi del secondo giro di consultazioni per il M5s la fa Alessandro Di Battista. A margine del Festival del giornalismo di Perugia, dove è stato invitato per un dibattito, parla del discorso del centrodestra dopo il colloquio con Sergio Mattarella e paragona il leader del Carroccio al cane dell’ex Cavaliere. “Berlusconi parlava e lui muoveva la bocca”, dice l’ex deputato 5 stelle e una delle voci più ascoltate dentro il Movimento. “Tutto questo segnala qualcosa che non va in questo Paese. Mi auguro che questo Paese possa liberarsi del berlusconismo. Spero che Salvini abbia il coraggio di staccarsi da Berlusconi, ma forse non può farlo. Forse ci sono cose che non sappiamo. Si parla di fideiussioni, di quattrini dati alla Lega…”. Il Capo politico M5s Luigi Di Maio ha sempre detto di essere aperto al dialogo con Lega e Pd, ma di non essere disponibile a un confronto con l’ex Cavaliere. Un veto che sta creando molte polemiche, soprattutto in casa Forza Italia. Di Battista solo due giorni fa ha definito Berlusconi “il male assoluto” e scatenato le ire dei berlusconiani. “Questi di Fi dicono ‘riconoscete Berlusconi”, ribadisce oggi. “Mi date una foto segnaletica e io forse lo riconosco, perché è un condannato incandidabile e ineleggibile”.

Oggi Di Battista ritorna sul tema e ribadisce: “Per me non va bene Berlusconi e non va bene Forza Italia. Forza Italia è l’emblema del berlusconismo che va oltre Berlusconi”. Parole che chiudono a qualsiasi possibilità di apertura a un governo supportato dall’ex Cavaliere. “Berlusconi è ineleggibile, incandidabile, condannato per frode fiscale, finanziatore di quelli che hanno fatto saltare in aria Falcone e Borsellino. Berlusconi ha contaminato la finanza, la politica, lo sport. Questo popolo si deve svegliare. Mi auguro che possa liberarsi dal berlusconismo”.

Poi chiude, sostenendo che per lui “Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa“. Un governo con il Pd? “Io non saprei chi chiamare per capire la linea del Pd. Delrio? Franceschini? Martina? Boh”. L’ex parlamentare ha quindi ricordato di aver votato il Pd in passato. “Pensavo che fosse antitetico a Berlusconi, poi ho capito che mi sbagliavo”. Per quanto riguarda l’ipotesi del ritorno al voto, commenta: “E’ complicato ritornare al voto con questa legge elettorale. Poi che fai? Si ricomincia? Certo il M5s non teme il voto, ma mi auguro che si possa trovare una soluzione. Altrimenti quando si approvano le leggi di cui il Paese ha bisogno? Tra due anni? Il Paese non può permetterselo”.

Sull’ipotesi di un ritorno in campo dopo il ritiro replica: “E’ una scemenza totale. In un Paese in cui tanti politici sono bullonati alla sedia, appena si vede che una persona sceglie di non candidarsi si dice che lo fa per qualche oscura ragione. L’avevo detto già nel 2013 che volevo tornare alla mia vita, prima di conoscere Di Maio”. La ricandidatura? “Non la escludo ma non è prevista. Non l’ho ancora deciso“.