La Francia ripiomba nella paura. L’allarme arriva dal sud e si tratta di un attacco terroristico. Redouane Lakdim, marocchino di 26 anni, ha sequestrato i clienti del supermercato Super U di Trèbes e ha assassinato tre persone oltre a ferirne sedici (di cui due in gravissime condizioni) prima di essere ucciso dalle teste di cuoio. Era armato di coltello granate e pistola. Poco prima, aveva chiesto la liberazione di Salah Abdeslam, l’unico superstite degli attentati parigini del 13 novembre 2015, attualmente detenuto in Francia. All’interno dello store con l’assalitore, che era già noto alla polizia per piccoli reati di droga, era rimasto solo un ufficiale della gendarmeria. Il tenente colonnello, 45 anni, si è offerto volontariamente per sostituire gli ostaggi nel supermercato, che sono stati fatti uscire, è rimasto da solo con il terrorista ed è stato ferito gravemente. Un “eroe” per il ministro dell’Interno Gerard Collomb. L’ufficiale “ha lasciato il suo cellulare acceso”, ha aggiunto il ministro, “dall’esterno è stato possibile seguire quello che avveniva dentro al supermercato. Quando abbiamo udito dei colpi di arma da fuoco, i reparti speciali sono intervenuti. Voglio rendere omaggio a questo tenente colonnello, rimasto gravemente ferito, protagonista di un atto di eroismo”. Ad Arnaud Beltrame il presidente francese Emmanuel Macron ha reso pubblicamente omaggio, affermando che il tenente-colonnello ha “onorato la sua arma e il suo paese” e che tutta la Francia gli rivolge un pensiero mentre lui si trova “fra la vita e la morte”. 

Lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco come riferisce la direttrice di Site, Rita Katz, su Twitter, citando l’agenzia stampa Amaq. Lakdim, che si era definito “un soldato di Daesh (Isis, ndr)” non solo era noto alla polizia francese ma anche schedato per sospetta radicalizzazione ed era seguito ma, secondo Collomb, niente faceva pensare che sarebbe passato all’azione con un attacco terroristico. Il ministro ha anche detto che la minaccia è “ovunque” ed è “estremamente forte”. La madre del giovane era arrivata sul posto, accompagnata dalla polizia, insieme con altri familiari per tentare una negoziazione.

Le Parisien ha riferito che il terrorista era noto anche per essere attivo sulle reti social salafite e le autorità si interrogano su un possibile passaggio in Siria di quest’uomo, già arrestato nel 2016. Prima della presa d’ostaggi l’assalitore ha anche rubato un’auto, una Opel bianca, fermando il conducente e sparando contro di lui, ferendolo gravemente. Il 26enne poi ha sparato sul passeggero che era accant.

Attacco alla polizia a Carcassonne e poi presa di ostaggi
Prima di entrare nello store l’uomo gridato “Allah Akbar”. Successivamente si è scoperto che l’assalitore aveva prima sparato dalla sua auto almeno cinque colpi contro i Crs, ferendo un poliziotto, a Carcassone, quindi ha raggiunto la cittadina dove ha aperto il fuoco prendendo in ostaggio i clienti del Super U. Sempre a Caracassone è stato trovato un cadavere nascosto tra le siepi, all’altezza del sito Aigles de la Cité, ma non si ancora se gli episodi sono collegati. L’attentatore, secondo il giornale locale La Depeche du Midi, avrebbe detto di voler vendicare la Siria: “State bombardando la Siria, morirete”.

⚠️ Intervention de police en cours à #Trèbes dans l’#Aude. La priorité est à l’intervention des forces de police et de secours. Plus d’informations à venir sur ce compte, ne diffusez pas de rumeurs ⬇️ pic.twitter.com/M2t4mLccG0

Si indaga per terrorismo, Macron: “Minaccia endogena”
Uno degli agenti colpiti – prima del raid nel supermercato – è rimasto ferito a una spalla mentre faceva footing ha spiegato Yves Lefebvre, sindacalista della polizia, intervistato da Lci. Tutte le informazioni di cui disponiamo allo stato attuale fanno pensare ad un atto terroristico” ha detto il primo ministro Edouard Philippe. La procura antiterrorismo di Parigi è stata incaricata delle indagini. “Ho parlato al telefono col ministro dell’Interno che si sta recando sul posto. Tra qualche ora sarò a Parigi per vedere le misure da adottare. Anche il premier Philippe ha interrotto la sua trasferta e sta tornando a Parigi” aveva fatto sapere nell’immediato l’inquilino dell’Eliseo. “La minaccia terroristica resta elevata, perché da diversi mesi abbiamo una minaccia endogena, e questo significa che ci sono numerose persone che si sono radicalizzate ed hanno profili psichiatrici variegati, alcuni hanno patologie. Ci sono persone pericolose, che vengono seguite da vicino, ma che costituiscono la minaccia nel Paese”. Alcuni hanno legami con l’Isis, “ma bisogna restare cauti, perché spetta al procuratore stabilire cosa sia accaduto”.

La testimonianza: “Ho sentito un botto e sono scappato”
Ero al reparto macelleria, è lì che lavoro, ho sentito un botto, pensavo fosse caduto qualcosa, poi spari, spari e spari. Sinceramente non ho visto l’assalitore in faccia. Appena sentiti gli spari sono scappato, come tanti, in quei momenti non c’è tempo per ragionare, scappi e basta, noi siamo usciti dal retro” racconta al telefono in diretta su Bfm-tv da un impiegato del Super U. “Ora siamo al sicuro, chiusi nel garage – ha aggiunto – aspettiamo ordini dalla polizia, non ci possiamo muovere da qui“.

I terroristi festeggiano sul web
Come già avvenuto in passato i sostenitori dell’Isis festeggiano l’ennesima carneficina di innocenti. E anche se allo stato non c’è (fino ad ora) una massiccia campagna guidata dall’Isis dopo Parigi e Bruxelles e in altri attentati rivendicati, i canali vicini ai terroristi –  come scrive su Twitter Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio del jihadismo sul web – celebrano il fatto che l’aggressore di Trèbes abbia rivendicato la sua appartenenza all’Isis, affermando che gli operativi “sono ancora in grado di colpire l’Occidente”.