“Di Maio? Mi chiedo perché no. È stato votato dal 32% degli elettori italiani e sta dimostrando di conoscere le tematiche che ci stanno a cuore. Poi vedremo strada facendo cosa riuscirà effettivamente a fare”. A 10 giorni esatti dal voto, il capo politico del Movimento 5 stelle si presenta davanti alla platea di Confcommercio, la stessa che nei mesi scorsi ha ascoltato Berlusconi e Renzi e che ora, pur con cautela, accoglie il leader 5 stelle quasi come un futuro premier, ascolta il suo discorso e gli concede più di un applauso. ” Convinto? Sì,  completamente – dice il Umberto Bellini, della Confcommercio Milano – Se riuscirà a fare tutte le cose che ha detto sarò un suo affezionato sostenitore”. Anche se, alla domanda, su chi dei leader l’abbia convinto di più, risponde che lo hanno convinto tutti. Nessuno, insomma, in Confcommercio, fa mistero che l’organizzazione è pronta a dialogare con chiunque abbia responsabilità di governo. Un incontro, quello nella sede milanese di Confcommercio, previsto inizialmente in campagna elettorale e rimandato fino a oggi. “Il Paese ha bisogno di novità per dare speranza e nuovo impulso – spiega Maurizio Naro, a capo della Fedealberghi di Milano –  E sicuramente i 5 stelle si stanno proponendo in modo molto diverso da 5 anni fa”. Qualcun’altro si mostra più cauto. Claudio Rotti, ad esempio, alla guida della Federazione italiana commercio estero: “È un gran comunicatore ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Possibile l’amore tra Confcommercio e 5 stelle? Beh, le organizzazioni imprenditoriali come la nostra tendono ad andare d’accordo con il governo, quindi non ci sarebbe nessun problema”.

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