“Governo Pd-M5s? Mai, la distanza è immensa e radicale, ma per i 5 Stelle stessi, che dicono che il Pd sia il male assoluto. Il governo dovrà essere Di Maio-Salvini col Pd all’opposizione, che potrà sostenere le singole misure”. Sono le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ospite di Otto e Mezzo, su La7. E spiega: “Io sono parte di una élite, ma il fatto di appartenervi non è un problema. Il punto è un altro: sei in grado, coi mezzi intellettuali e culturali che ti dà l’élite, di fare un lavoro utile per chi élite non è? Se ti ritengono incapace di farlo, allora scatta il meccanismo per cui si vota quello più simile a me. Quando il Pd dice che Di Maio ha fatto lo steward” – continua – “ripeto sempre che chiunque in democrazia si può presentare. Attaccare Di Maio su quello è stato un errore clamoroso, perché non parliamo di un colloquio di lavoro. Questi ragionamenti hanno fatto incavolare un sacco di persone, che, siccome non si sono sentite protette, allora hanno scelto quello più simile a loro. Ed è comprensibile”. E aggiunge: “Questo, allora, è il lavoro che dobbiamo fare: spiegare che il lavoro che si fa al governo e in politica è molto complicato e richiede delle competenze. E l’unico meccanismo non può essere quello identificativo. La squadra di governo d Di Maio? Trovo, ad esempio, l’economista Fioramonti una persona curiosa e interessante. E’ un signore che ha fatto dei ragionamenti interessanti. Peraltro, penso che le persone eretiche siano le più interessanti e con lui discuterei. L’hanno preso un po’ in giro sul tema del Pil, che non è affatto stupido. Però l’ho sentito dire delle cose molto banali, a lui non affiderei mai il ministero”. Poi sottolinea: “Ho sempre detto che il M5s ha nel suo dna un fortissimo elemento di fuga dalla realtà, che ha una presa comprensibile sulla gente, ma che rimane un elemento di irresponsabilità”