E se invece questo voto dimostrasse che gli elettori italiani sono stati più maturi di altri? La crisi finanziaria e le sfide della globalizzazione hanno portato quasi ovunque all’affermazione di populismi intollerranti e talvolta razzistoidi. Negli Stati Uniti ha vinto Donald Trump. In Austria è andato al governo il FPO. In Francia il Front National è arrivato a intravedere l’Eliseo. In Grecia Alba Dorata ha raccolto molti consensi.

In Italia la situazione è molto diversa. Per fortuna. Il Movimento Cinque Stelle è un partito che ha difeso la Costituzione, che si è battuto per tutelare le istituzioni, che ha messo ai primi posti del suo programma la tutela della legalità contro la corruzione.

Non solo: Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio hanno avuto l’intuizione di cercare una risposta politica – in un momento in cui politica e democrazia cedono spazio ad altri poteri – alle sfide di questi anni: lo strapotere della finanza, la tutela della nostra Terra, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica attraverso internet.

Ora vedremo se Luigi Di Maio e Davide Casaleggio sapranno stare al passo di chi ha consegnato loro il Movimento oppure se, a corto di visione, cederanno a compromessi di piccolo cabotaggio per conservare il consenso. I dubbi vengono di fronte all’atteggiamento vago, paraculo, mantenuto ultimamente dal Movimento su temi come l’immigrazione.

I Cinque Stelle erano nati per strigliare la politica, ma anche noi cittadini. Non per lisciare il pelo ai nostri difetti.

Destra e sinistra secondo alcuni sono categorie superate. Di certo governare richiede di prendere posizioni nette. Di elaborare una visione della politica, ma anche della vita. I Cinque Stelle ora devono dimostrare, anche a se stessi, chi sono davvero. Arrivati al potere finiranno per diventare come tutti gli altri?

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