Voterò M5S. Non perché sia convinto del loro programma. Per uno che come me abbraccia la filosofia del postumano (se non sapete cos’è potete approfondire qui), il Movimento è anni luce lontano dalle mie posizioni. Ma vivo all’interno di un simulacro di democrazia (come spiegherò dopo), e allora lascio l’empireo, scendo con i piedi per terra ed entro con passo stanco nella cabina elettorale (“è proprio vero che fa bene un po’ di partecipazione” Gaber dixit). E lì farò la croce sul simbolo del Movimento, perché qualcosina cambi, non sarà molto, anche e non solo perché la politica non la si decide unicamente qui in Italia, bensì in quell’invenzione deliberata a tavolino che è l’Europa.

Ma qualcosina potrebbe cambiare, se non altro perché – almeno per il momento – il Movimento non è legato ai poteri forti, bancari ed economici come il Pd. Partito che io – da difensore dell’ambiente – continuo a ritenere il peggio del peggio nel nostro paese. Partito senz’anima, formato da una accozzaglia di ex qualcosa, ma unito nella forte volontà di portare avanti tutto ciò che nuoce gravemente agli italiani: dalle privatizzazioni alle grandi opere. Un neoliberismo sgangherato che appunto procura solo danni. Ora con il volto tranquillizzante di Romano Prodi, ora con la faccia facciosa di Matteo Renzi, ora con l’aspetto dimesso di un Paolo Gentiloni, opportunista per eccellenza (Lotta Continua, Dc, Pd).

E qui debbo dire che mi spiace molto che ci siano ancora miei compagni di strada che oggi votano questo partito. Persone che si dicono ambientaliste e che non avrebbero votato la Dc neanche sotto tortura oggi votano Pd, senza neanche turarsi il naso. Cosa gli darà fastidio del Movimento? L’atteggiamento guascone di Beppe Grillo e le sue denunce? Ma non abbiamo sempre detto che in Parlamento erano tutti uguali? Che erano tutti ladri? Che guadagnavano un sacco di soldi? Che dovevano andare a lavorare anziché stare lì ad occupare scranni tutta la vita? Oppure il fatto che i parlamentari del Movimento siano persone comuni, lontani dagli apparati? Mistero.

D’altra parte, dove governano, i grillini qualcosa di buono l’hanno pur fatto. Virginia Raggi ha intristito Malagò con il NO alle Olimpiadi: impagabile. A Torino, non tornerà lo zoo, l’ex ippodromo del Meisino non sarà privatizzato, così come pure forse non sarà privatizzata la Cavallerizza, e si dirà niet – spero – alle olimpiadi invernali del 2026. Non sono miracoli, ma sono piccole azioni coerenti con il programma. E poi, che diavolo, il Movimento è sempre stato contrario alla Tav Torino – Lione. Chi mi segue sa che ho sempre vissuto in prima persona la lotta contro quest’opera inutile e devastante. Ora, proprio in questi giorni – mentendo sapendo di mentire – ci vengono a dire che i numeri che la giustificavano erano sbagliati.

Si vergognino, i numeri erano chiari fin da subito. Solo che loro non volevano vederli perché l’opera doveva essere realizzata a ogni costo per creare lavoro, per far girare i soldi, per favorire magari le cooperative rosse. E guai a opporti che venivi criminalizzato. E poi la chiamano democrazia. “Ma mi faccia il piacere”, citando Totò. Questa è solo un simulacro, una parvenza di democrazia. La democrazia vera sarebbe ben altro. Questa è la dittatura del capitale.

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