Presentata la nuova Ferrari denominata SF71H. Già dal nome di capisce che si tratta della normale evoluzione della già ottima SF70H dello scorso anno. Una monoposto infatti, che non stravolge quanto fatto nel 2017, ma che porta con se evoluzioni di soluzioni già utilizzate e nuovi concetti aerodinamici che potrebbero far di nuovo scuola.

Mantenuta la soluzione dell’arretramento delle pance – ripresa da quasi tutti i team tranne Mercedes – la SF70H appare dotata di pance più strette per favorire l’efficienza aerodinamica e minimizzare la resistenza all’avanzamento. Molto della vecchia vettura è rimasto invariato: lo schema sospensivo, il musetto e anche il passo è variato solo leggermente.

Nei mesi passati in molti avevano ipotizzato un allungamento sensibile della Ferrari del 2018 ma da quanto si può, per adesso vedere, l’allungamento, appare irrisorio. Allungamento confermato anche da Binotto che non ha quantificato la variazione rimanendo più vago: “Un leggero allungamento”, queste le sue parole. In effetti, sarebbe stato impensabile credere che la SF71H potesse misurare precisamente 3.594 mm come lo scorso anno. Ciò che andrebbe spiegato è, contrariamente a quanto fatto da alcuni mezzi di stampa, che pochi mm in più o pochi mm in meno, non portano di certo ad ottenere un passo lungo o un passo corto o comunque una variazione sostanziale e rilevante dell’interasse di un intero progetto.

La Ferrari pur aumentando leggermente il passo, ha mantenuto comunque un passo relativamente corto (lontano da quello Mercedes, questo, nel 2018, lievemente accorciato) ed è errato parlare di allungamento apportato per avere un guadagno aerodinamico.

Come ci spiego infatti l’Ing. Giorgio Stirano (progettista di Formula 1 negli anni 80), in un intervista durante la trasmissione radiofonica Pit Talk : “Avere un passo corto rende la vettura più adatta a circuiti lenti, il passo lungo a circuiti più veloci. Il passo però non fa differenza nella velocità di punta, quanto l’incidenza alare e la resistenza all’avanzamento”.

Queste variazioni, semmai, influenzano più la capacità della vettura di ottenere un assetto ad alto rake o a basso rake, (vedi immagine Red Bull sotto) aspetto tecnico aerodinamico che la Mercedes ha voluto trascurare per puntare invece maggiormente sulla potenza ed efficienza energetica della propria unità di potenza.

Ferrari che da quest’anno ha stretto una collaborazione molto stretta anche con la Sauber, o per meglio dire: Alfa Romeo Sauber. La vettura che porterà il nome Alfa Romeo, ma che manterrà la licenza svizzera sarà dotata, infatti, del motore di Maranello e dell’intero retrotreno della Rossa. Anche alcuni concetti aerodinamici visti sulla nuova Alfa sono evidentemente simili ad alcuni visti sulla SF71H (come le pance strette e le multiple e le prese d’aria multiple – esigenze dettate dal motore che necessità di una buona quantità d’aria di raffreddamente).