“Chiudere i gruppi e i movimenti che si ispirano al fascismo”. La proposta della ex presidente della Camera e ora candidata con Leu Laura Boldrini ha trovato a sorpresa l’appoggio del sindaco di Milano, eletto in quota Pd ma mai iscritto dem, Beppe Sala. Posizione condivisa anche dal collega primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris, che nelle scorse ore ha dovuto affrontare gli scontri al comizio di Casapound: “Chi aspettano il ministro dell’Interno e lo stesso governo per porre fine alla propaganda fascista nel nostro Paese?”. Silenzio dal Partito democratico, mentre Silvio Berlusconi nelle scorse ore, intervistato a Che tempo che fa, è arrivato a dichiarare che “il fascismo è morto e il vero pericolo è l’antifascismo”.

Dopo l’attentato di Macerata contro i neri e la manifestazione antifascista disertata dal Pd, la proposta di sciogliere i movimenti che si ispirano al fascismo è arrivata da Laura Boldrini, intervenuta a Milano. “Sono d’accordo con lei”, ha commentato il primo cittadino Sala. “Invece non sono d’accordo con chi dice, come Berlusconi, che non ci sia un reale pericolo. Perché il reale pericolo non è legato solo alla presenza di Mussolini, il reale pericolo c’è se si fomentano i giovani”. Quindi secondo Sala “non bisogna drammatizzare ma che non ci sia pericolo non è assolutamente vero”.

Non è la prima volta che il primo cittadino sceglie di esporsi con una linea diversa da quella del suo partito, ma questa volta ha fatto più rumore del solito perché in piena campagna elettorale. Sulla stessa linea si è schierato anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Proprio ieri sera in città ci sono stati scontri in concomitanza con una manifestazione elettorale di Casapound in un hotel nei pressi della Stazione centrale. La contro-manifestazione degli attivisti dei centri sociali è terminata con scontri con le forze dell’ordine, circa 20 attivisti portati in questura e denunciati e 5 rappresentanti delle forze dell’ordine feriti. “La Costituzione”, ha detto De Magistris, “pone fuori legge le organizzazioni che fondano la loro ideologia sul fascismo e, quindi, sull’odio razziale e del diverso come pericolo per la razza ritenuta, in modo aberrante, superiore”. E ha concluso: “Se si continuano a consentire comizi e manifestazioni neofasciste facendole passare per esercizio della democrazia significa autorizzare l’inizio della fine della democrazia. E’ da qui che si crea il clima brutto che si respira e che deve essere sconfitto. L’eversione non può divenire normalità. Vogliamo Stato e popolo uniti a difesa della Costituzione e dei suoi valori antifascisti inviolabili. Napoli prima, ora e sempre antifascista”.

Nessuna reazione tra i dem. E’ intervenuto nel pomeriggio il senatore Vannino Chiti che però ha scelto di non correre alle prossime elezioni proprio in disaccordo con il partito: “Aderisco all’appello lanciato da esponenti politici e istituzionali per lo scioglimento delle formazioni che si richiamano al fascismo, per il divieto di ogni forma di apologia di un’ideologia che ha ferito al cuore l’Italia. D’altra parte fascismo e democrazia sono incompatibili e noi abbiamo il dovere di difendere democrazia, Repubblica, Costituzione”.

Grasso ha invece appoggiato le dichiarazioni della Boldrini: “Condanniamo qualsiasi violenza che possa essere vista sotto il profilo del fascismo o del razzismo. Quindi, sotto questo profilo, condivido la posizione della presidente Boldrini che condanna tutte quelle manifestazioni che possano essere valutate come una ricostituzione del partito fascista, con l’invito a sciogliere eventuali formazioni e associazioni di questo tipo”, ha detto a Bologna a margine di un incontro pubblico su Università e Scuola con studenti, dottorandi e precari. Per quanto riguarda gli scontri tra i centri sociali e le forze dell’ordine, scoppiati venerdì scorso nel capoluogo emiliano, quando in circa un migliaio sono scesi in piazza contro il comizio di Forza Nuova, Grasso ha specificato: “Condanniamo comunque la violenza da qualsiasi parte arrivi”.

Per Fabrizio Cicchitto, deputato uscente di Ap, invece la Boldroni è ideologica: “Oggi la violenza sulle piazze e le aggressioni contro le forze dell’ordine sono praticate sia da gruppi neofascisti sia da alcuni centri sociali. Il problema allora non è quello di procedere a scioglimenti, come propone la Boldrini sulla base di una univoca definizione ideologica, appunto quella del riferimento al fascismo, che aprirebbe una serie di questioni sul terreno dei diritti di libertà e che non affronterebbe l’altra fonte di violenza che è quella di estrema sinistra-centri sociali”.

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