di Roberto Claudio Sormani*

La campagna elettorale ci sta disorientando: mancano ancora diritti basilari e c’è perfino chi minaccia di togliere quelli che abbiamo conquistato dopo trent’anni di lotte. Che fare? Aspettare tempi migliori o reclamare subito tutto quello che ci chiede il cuore?

Noi di Wake Up Italia non abbiamo dubbi: ci uniamo al movimento LGBT+ italiano chiedendo il pieno riconoscimento della genitorialità delle coppie gay e lesbiche e l’accesso paritario all’adozione. Una battaglia che si scontra con pregiudizi odiosi e difficili da sradicare, e proprio per questo più urgente: non possiamo aspettare altri trent’anni!

Anche noi italiani all’estero siamo coinvolti: in mancanza di una riforma delle adozioni e della genitorialità ci sono bambini che non possono tornare in Italia. La Brexit che incombe aggiunge preoccupazioni. Chi ci vuole rappresentare in Parlamento deve conoscere queste esigenze e farsene carico, al di là del partito di riferimento.

Nel nostro collegio elettorale oltre due milioni e mezzo di cittadini sceglieranno sette parlamentari fra centodiciotto candidati. Ecco quindi la nostra lettera ai candidati del collegio Europa, chiedendo un impegno esplicito e con tempi certi per l’uguaglianza genitoriale. Vi renderemo conto della loro risposta su queste colonne, ma anche sulla nostra pagina Facebook e sul sito.

Se vivete all’estero e volete unirvi a questo sforzo collettivo potete sottoscrivere la petizione, condividere questo post o inviarci un’email a info@wakeupitaia.org: più siamo, più forte sarà la nostra voce.

Buona lettura!

La lettera

Care candidate e cari candidati nel collegio Europa,

Scrivo a nome di Wake Up Italia – London, l’associazione che da due anni dà voce alle persone lesbiche, bisessuali, gay, trans*, intersessuali che hanno lasciato l’Italia per vivere nel Regno Unito. Con questa vi chiediamo un impegno a presentare in Parlamento, se eletti, una proposta di legge per il riconoscimento dei genitori non biologici in coppie dello stesso sesso e per estendere alle coppie omosessuali la possibilità di adottare. Una proposta che riguarda migliaia di famiglie in Italia, ma anche noi che vi votiamo all’estero. Per spiegare perché, vi racconteremo due storie rappresentative delle tante che abbiamo incontrato in questi due anni. Per maggiori dettagli sulle problematiche incontrate dagli italiani LGBT+ all’estero siamo a vostra disposizione.

Giulia e Luisa: sposate a Londra, danno alla luce Claudio, nato con la fecondazione in vitro a Londra. Solo Luisa è la madre biologica, ma l’atto di nascita inglese riconosce automaticamente entrambe le mamme poiché sposate al momento del concepimento. Claudio non è cittadino britannico, ma solo italiano: eppure è privato del passaporto e dei diritti legati alla sua unica cittadinanza. Perché? Perché il comune italiano incaricato rifiuta di trascrivere l’atto di nascita. Forse, un giorno, una sentenza darà ragione a Claudio (probabilmente con l’aiuto legale di Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford), ma in questa incerta attesa non può lasciare Londra. Immaginatevi cosa succederebbe con la Brexit. Claudio è rifiutato dal suo stesso Paese. Perché lasciare che accada quest’ingiustizia?

Massimo e Luca: adottando due bambini si sono uniti alle coppie omosessuali che contribuiscono a un settimo delle domande di adozione in Gran Bretagna. Padri simpatici e pieni di cure. Anche in questo caso i piccoli non possono recarsi in Italia. Fa ancora più rabbia pensare che molti lasciano il Paese per via di discriminazioni come questa. Anche in Italia ci sono bambini bisognosi di una famiglia: che senso ha far emigrare chi potrebbe dargliene una? A quando la promessa riforma sulle adozioni?

Vi ho scritto di queste storie perché ve ne ricordiate quando sarete in Parlamento. Non dimenticatevi delle mamme e papà e, soprattutto, dei piccoli cittadini italiani che non dovrebbero vivere in esilio, né senza una famiglia. Mettete questi bambini davanti alle vostre bandiere di partito. Spesso parlate di fuga dei cervelli, ma c’è anche una fuga di cuori: fermatela!

Vi chiediamo un impegno a presentare entro la fine dell’anno una proposta di legge per l’uguaglianza genitoriale delle coppie omosessuali, dopo aver consultato le principali associazioni italiane che lavorano da anni per quest’obiettivo.

Invieremo questa lettera a ciascuno dei centodiciotto di voi che si sono candidati e pubblicheremo le vostre risposte (e i silenzi) sui nostri canali.
Sperando di avere una risposta ampia e trasversale, vi porgo cordiali saluti.

* Presidente di Wake Up Italia – London