“Sono contento di essere qui col mio candidato, perché io voto a Roma e voto Gentiloni”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, parlando all’iniziativa “Con Roma” promossa da Francesco Rutelli nell’aula magna dell’Angelicum a Roma, dove il presidente del Consiglio ha presenziato ad una iniziativa elettorale in sostegno della sua candidatura. Il ministro dello Sviluppo Economico, che ieri ha chiuso il ‘Tavolo per Roma’ in forte polemica con la sindaca della Capitale Virginia Raggi, ha tagliato corto alle domande dei giornalisti: “Da ieri per fortuna non devo più occuparmi di lei”. Ma poi dal palco non ha risparmiato critiche all’amministrazione 5 Stelle. “La mia idea era cercare di lavorare con questa amministrazione, come ho fatto a Torino. Quando ho iniziato ho ricevuto un sacco di critiche, anche dal Pd. Io ho sempre detto che sedersi al fiume aspettando il cadavere di Raggi era un errore perché sarebbe passato prima il cadavere della città, ed è quello che sta accadendo”. Calenda racconta: “Di fronte alla deindustrializzazione della Capitale ho convocato una riunione con tutte le imprese per capire quali sono i loro problemi e cosa occorre loro per rimanere a Roma. Ho invitato anche il sindaco e lei sapete cosa ha fatto? Ha mandato un assessore, dicendo che lei non partecipa a riunioni tecniche. La deindustrializzazione della tua città non è un tema tecnico. Hanno sbagliato anche i calcoli, non conoscono nemmeno matematica e di Roma ci occuperemo nonostante la Raggi, anche se la Raggi si mette di traverso”. Poi a chi domanda se intende candidarsi a sindaco della Capitale, il numero uno del Mise ha risposto: “Neanche morto. Mi piace fare altre cose. Devo essere chiaro: “se utilizzassi il lavoro fatto per il tavolo su Roma per candidarmi a sindaco di Roma sarei un cialtrone e non lo farò”

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