“Due pesi e due misure. Vogliono distruggere un uomo, ma non ci riusciranno”. Così, dopo una conferenza stampa di pochi minuti, il sindaco di Amatrice e candidato presidente alla Regione Lazio Sergio Pirozzi ha commentato l’avviso di conclusione indagini a suo carico, in un’inchiesta che lo vede sotto accusa per omicidio colposo per il crollo di una palazzina.
“Nei giorni scorsi il Prefetto di Rieti mi ha chiamato per comunicarmi che Amatrice sarà insignita della medaglia d’oro al valor civile, chiedendomi una data per effettuare la cerimonia. Io propongo al Prefetto la data del 26 gennaio, e mi si dice di no perché si potrebbe inquinare il risultato delle elezioni”, ha spiegato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. A dire di Pirozzi, la procura di Rieti non avrebbe avuto invece un comportamento simile: “Noto con stupore che un magistrato che va in pensione il 1 marzo, oggi notifica al sottoscritto un avviso di indagini preliminari”, ha continuato Pirozzi, prima di lasciare la sala senza concedere domande ai cronisti.  Dopo pochi minuti, però, il sindaco di Amatrice, uscendo dal comitato elettorale, è tornato sul caso: “Giustizia ad orologeria? Andiamo a prenderci un caffè”, ha tagliato cortomordendosi le mani con un gesto plateale. E ancora: “Le mie accuse? Ripeto, sono stati usati due pesi e due misure. Vogliono abbattere un simbolo, ma i simboli finché sono sostenuti dalla gente non si abbattono”. E sulla solidarietà arrivata pure da sindaci dem come Nardella e Decaro, ha spiegato: “Li ringrazio, da loro sono arrivati veri attestati di stima. I sindaci sono sotto attacco da troppo tempo, spiegate ai vostri figli cosa vi può accadere”
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