La corsa al ribasso del Bitcoin non si ferma: la criptovaluta è arrivata a perdere il 15%, scendendo sotto i 7.000 dollari, il livello più basso da novembre 2017. Un crollo che ha trascinato con sé tutti i titoli delle società legate al blockchain. A pesare, oltre allo sboom, è il timore di nuove regole sulle valute digitali: dopo la Corea del Sud e la Cina, ad affilare le armi sono ora anche gli Stati Uniti che si aggiungono alla Gran Bretagna, dove Lloyds e Virgin Money hanno vietato l’acquisto di criptovalute con le loro carte di credito.

Senza mezzi termini il presidente della Securities and Exchange Commission (la Consob americana), Jay Clyton, ha dichiarato al Congresso di sostenere gli sforzi per una maggiore chiarezza e trasparenza sul mercato delle criptomonete. La Commissione Usa è quindi pronta a valutare l’introduzione di regole. Un’esigenza, quella della Sec, dettata anche dal fatto che la normativa vigente non è stata messa a punto e quindi non è adeguata ai cripto-scambi. Gli fa eco il presidente della Commodity e Futures Trading Commission, Christopher Giancarlo: il Congresso dovrebbe rivedere le regole statali sulle valute digitali e sulle piattaforme di scambio perché l’attuale sistema di concessione delle licenze stato per stato ha dei limiti. Una stretta negli Stati Uniti sarebbe un duro colpo per il Bitcoin, di cui gli States sono il primo mercato.

E così la criptomoneta già in pesante calo è crollata a 6990,75 dollari dollari, valore ben lontano dal picco di quasi 20.000 di dicembre. Il Ripple perde il 13% a 70 centesimi arrivando a cedere il 79% rispetto al top di 3,32 dollari toccato il 4 gennaio. In forte calo anche le società quotate legate al blockchain: Riot Blockchain perde il 5,5%, Eastman Kodak il 5,4% e Square il 3,6%. Square, l’azienda di pagamenti elettronici guidata da Jack Dorsey, ha nei giorni scorsi appoggiato pubblicamente il Bitcoin, introducendo sulla sua piattaforma la possibilità di acquistare e vendere Bitcoin per gli utenti di Cash App fino a un massimo di 10.000 dollari a settimana.