Sono da poco passate le 11, quando il terrore si diffonde nelle strade di Macerata. Un uomo, forse due, si aggirano in un’Alfa Romeo 147 nera e apre il fuoco dal finestrino. Su Facebook il sindaco invita i concittadini a chiudersi in casa perché “c’è un uomo armato in auto che sta sparando in città”. Il giorno di ordinaria follia della città marchigiana finisce due ore più tardi, quando le forze dell’ordine fermano un uomo. Si chiama Luca Traini, ha 28 anni.

I carabinieri lo bloccano sugli scalini del Monumento ai Caduti, dove si era fermato dopo aver sparato e ferito 6 persone. Aveva sparato anche in via dei Velini e via Spalato, zone toccate dalle indagini per il caso di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovato smembrato e chiuso in due trolley nelle campagne del Maceratese, per il cui omicidio è stato fermato un 29enne nigeriano.

Sei immigrati incontrati lungo la strada erano caduti feriti sotto i colpi sparati dal finestrino con la sua Glock. Oltre 20 i proiettili esplosi. Immediatamente prima di essere bloccato a terra dai carabinieri, Traini si era tolto il giubbotto, aveva messo sulle spalle una bandiera tricolore e, rivolgendosi alla piazza, aveva fatto il saluto romano. Testa rasata e il simbolo della formazione neofascista Terza Posizione tatuato sul sopracciglio destro, Nel 2017 Traini era stato candidato dalla Lega Nord a Corridonia nella tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il “controllo degli extracomunitari“.

Per qualche ora si ipotizza un legame tra lui e Pamela. “Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste – racconta su Radio Capital Maria Letizia Marino, segretaria Lega della provincia di Macerata – si è comportato correttamente dal primo all’ultimo giorno che lo abbiamo visto. Sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela”. Ma dalle indagini svolte dai carabinieri emerge che tra i due non c’era nessun legame: non si conoscevano.

I feriti accertati sono sei: cinque uomini e una donna, tutti originari di Paesi dell’Africa subsahariana e di età compresa tra i 21 e i 33 anni. Il più grave è un giovane di colore colpito al torace, mentre si trovava in via dei Velini, con lesione al fegato, forse sarà sottoposto ad intervento chirurgico. Gli altri, tutti di colore, hanno riportato lesioni meno gravi come una donna che ha una fratturata ad una spalla, un uomo colpito ad un avambraccio, un altro alla coscia destra, un quarto alla spalla destra e un quinto colpito di striscio.

 

ORA PER ORA

Ore 20.21 – Il ministro dell’Interno Marco Minniti: “Nessuno pensi di farsi giustizia da solo”
Al termine dell’incontro con il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, il ministro dell’Interno Marco Minniti ha definito quanto accaduto un fatto “inaccettabile perché in una democrazia non è consentito a nessuno di farsi giustizia da solo, anche se in questo caso non c’è nulla che possa richiamarci ad un’idea di giustizia”, sottolineando che su questo fronte lo Stato “non transige: non è argomento di dibattito politico”. “Siamo di fronte ad una iniziativa criminale individuale preparata e progettata” dallo stesso Traini. “Quello che è avvenuto ricorda un raid di rappresaglia armata del tutto casuale” ha concluso il ministro.

Ore 18.44 – Iniziato il Comitato per l’ordine e la sicurezza
Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, è a Macerata per il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Partecipano il sindaco della città, il prefetto e il questore.

Ore 18.41 – Mattarella in contatto con Gentiloni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende, fin dalle prime notizie sulla sparatoria a Macerata è rimasto in “stretto” contatto con il premier Paolo Gentiloni.

Ore 18.22 – Minniti è arrivato a Macerata
Critiche e applausi all’arrivo del ministro dell’Interno Marco Minniti a Macerata, dove presiederà il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Quando il titolare del Viminale è sceso dall’auto, un cittadino ha urlato “buffone, arrivi solo adesso”. Subito dopo un altro paio di persone che erano davanti alla Prefettura hanno urlato “bravo” e battuto le mani.

Ore 17.40 – Berlusconi: “Non è un problema politico, ma di sicurezza”
“Quanto è accaduto a Macerata sembra il gesto di uno squilibrato, che merita la più ferma condanna, ma che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica. Questo drammatico episodio richiama però ancora una volta l’attenzione sul problema della sicurezza nelle città, anche perché è serio il rischio che gravi episodi di cronaca alimentino tensioni e scontri sociali fino a degenerare in folli esplosioni di violenza come quella di oggi”. Lo afferma Silvio Berlusconi.

Ore 17.16 – L’accusa per Traini: tentato omicidio
Tentativo di omicidio è il reato ipotizzato nell’indagine a carico di Luca Traini. Al momento la posizione del giovane è ancora al vaglio degli investigatori ma a suo carico dovrebbe essere formalizzato l’arresto. Dall’indagine è finora emerso che il giovane era da solo in auto quando ha sparato. Non stato ancora chiarito se abbia esploso i colpi mentre era in movimento o anche fermandosi.

Ore 17.11 – Inquirenti: “Nessun legame tra Traini e Pamela”
Nessun collegamento diretto è emerso tra Luca Traini, che oggi a Macerata ha ferito alcuni stranieri e Pamela Mastropietro, la giovane uccisa nei giorni scorsi. E’ quanto emerge dalle indagini svolte dai carabinieri e seguite direttamente dal comandante provinciale Michele Roberti. Dagli accertamenti è risultato che i due non si conoscevano. Non è stata accertata quindi alcuna frequentazione. I carabinieri stanno ancora approfondendo il movente che ha portato Traini a sparare.

Ore 17.06 – Traini ha sparato due caricatori
Luca Traini ha sparato proiettili contenuti in due caricatori. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dai carabinieri. I militari stanno comunque ancora valutando quanti colpi abbia esattamente esploso: potrebbero essere anche più di una ventina. I carabinieri stanno infatti ancora completando la perquisizione dell’auto. Il giovane ha utilizzato una pistola semiautomatica di marca straniera della quale – è emerso dagli accertamenti – era regolarmente in possesso.

Ore 17.00 – Madre di Pamela: “Basta violenza”
“La violenza non può essere la risposta alla tragedia che ci ha colpiti. Ci sono le aule di giustizia per assicurare i responsabili di questo brutale omicidio”. Questo l’appello della madre di Pamela Mastropietro affidato all’avvocato, nonché fratello, Marco Valerio Verni. “Decisivo può essere anche il ruolo della politica in tema di accoglienza e integrazione dei migranti”, aggiunge l’avvocato.

Ore 16.30 – Macerata, rinviato il sit-in dei migranti
Dopo le sparatorie di stamane, è stato rinviato il sit in in programma oggi pomeriggio a Macerata organizzato dalla comunità nigeriana e dalle associazioni dei migranti Anolf e Ascim, in segno di solidarietà per la famiglia di Pamela Mastropietro, la 18enne il cui cadavere smembrato è stato trovato chiuso in due trolley nel Maceratese. Lo ha reso noto il responsabile dell’Anolf maceratese Sammy Kunoun. “Ora abbiamo paura”.

Ore 16.01 – Perquisizioni anche a Tolentino
I carabinieri hanno effettuato delle perquisizioni anche a Tolentino relazione alle sparatorie di oggi a Macerata. Controllata un’abitazione in via Brodolini (l’intera strada è stata chiusa), dove abitano dei parenti di Luca Traini. Il 28enne abita a Macerata, ma la sua famiglia è originaria di Tolentino.

Ore 15.37 – Perquisizioni in corso in casa di Traini
Perquisizioni sono in corso nella casa di Luca Traini. Gli investigatori stanno cercando elementi utili alle indagini sulla sparatoria.

Ore 15.37 – Amico di Traini: “Era vicino a Forza Nuova e CasaPound”
Prima di candidarsi con la Lega Nord Luca Traini negli anni scorsi era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Francesco Clerico, titolare della palestra frequentata dallo sparatore di Macerata, che lo conosceva da molto tempo. “Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – aggiunge -, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?”.

Ore 15.23 – Renzi: “Traini folle, ma serve calma”
“Dopo i fatti di Macerata, vorrei fare un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità. L’uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell’uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero”. Così Matteo Renzi su Fb.

Ore 15.23 – Forza Nuova: “Sostegno a Luca Traini”
“Sarà politicamente scorretto, sarà sconveniente, in campagna elettorale nessuno farà un passo avanti, ma oggi noi ci schieriamo con Luca Traini. Il ragazzo marchigiano arrestato poche ore fa con l’accusa di aver ferito degli immigrati. Questo succede quando i cittadini si sentono soli e traditi, quando il popolo vive nel terrore e lo Stato pensa solo a reprimere i patrioti e a difendere gli interessi dell’immigrazione. Mettiamo a disposizione i nostri riferimenti per pagare le spese legali di Luca, a non farlo sentire solo e a non abbandonarlo”. Così Forza Nuova in una nota. “Già ci immaginiamo le condanne dell’ANPI, degli antifascisti vari e di chi serve la causa della sostituzione etnica. Già sentiamo lo sdegno dei palazzi e dei salotti tv. Noi invece abbiamo nelle orecchie il pianto straziato della famiglia di Pamela e il grido di rabbia di un’Italia che vuole reagire e non morire d’immigrazione”.

Ore 15.14 – Grasso: “Salvini causa della spirale d’odio”
“Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito. Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”: lo scrive su Facebook Pietro Grasso.

Ore 15.08 – Saviano: “Atto terroristico di matrice fascista”
“Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”. Così su Twitter Roberto Saviano, commentando i fatti di Macerata.

Ore 14.59 – Saviano: “Salvini è il mandante morale”
“Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Lo scrive su Twitter Roberto Saviano commentando la sparatoria di Macerata.

Ore 14.58 – Meloni: “Emergenza sicurezza”
“Macerata. Italia in piena emergenza sicurezza. Oggi una sparatoria, un gesto folle da criminali squilibrati, senza alcuna possibile giustificazione. Così si è ridotta l’Italia in mano alla sinistra. Chiediamo condanne esemplari e certezza della pena per chi attenta alla sicurezza dei cittadini. È tempo che gli Italiani tornino a credere in uno Stato che garantisca loro sicurezza, ordine e legalità”. Lo scrive la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni su Facebook commentando la sparatoria di Macerata.

Ore 14.45 – Minniti a Macerata per Comitato provinciale sulla sicurezza
Il ministro degli Interni Marco Minniti sarà alle 17,30 a Macerata per partecipare alla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. E’ la decisione che, a quanto si apprende, è stata concordata nell’incontro tra il premier Paolo Gentiloni e lo stesso capo del Viminale.

Ore 14.39 – Salvini: “Chiunque spari è un delinquente”
“Non vedo l’ora di andare al governo per riportare sicurezza in tutta Italia, giustizia sociale, serenità. Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle”. Così Matteo Salvini, appena arrivato Centro Congressi Unaway di San Lazzaro, a chi gli chiedeva cosa ne pensasse del raid contro gli immigrati andato in scena questa mattina a Macerata, dove è stato arrestato un ragazzo italiano, Luca Traini, aggiungendo che comunque un’immigrazione “incontrollata” porta allo scontro.

Ore 14.33 – Spari anche contro la sede del Pd
Alcuni colpi durante la sparatoria a Macerata hanno colpito la sede del Pd a Macerata. “Il folle che ha sparato sui cittadini inermi e contro la sede del Pd è un esponente della Lega candidato alle comunali 2017. Chi come Salvini e Fedriga fa l’occhiolino agli estremisti prenda immediatamente le distanze”, scrive Deborah Serracchiani.

Ore 14.17 – Gentiloni in contatto con Minniti e Gabrielli
Il premier Paolo Gentiloni ha lasciato venti minuti prima della fine dell’intervento di Emma Bonino la kermesse del lancio della lista +Europa, a Roma, per seguire da palazzo Chigi gli sviluppi della sparatoria a Macerata. Il presidente del Consiglio è in costante contatto con il ministro dell’Interno Marco Minniti e con il capo della polizia Franco Gabrielli.

Ore 14.01 – Gip convalida carcere per assassino di Pamela Mastropietro
Il gip di Macerata Giovanni Manzoni ha convalidato l’arresto di Innocent Oseghale, accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere in relazione alla morte della 18enne Pamela Mastropietro, il cui cadavere fatto a pezzi è stato rinvenuto in due trolley nelle campagne di Pollenza. Disptsta la custodia cautelare in carcere. Il 29enne nigeriano, assisto dall’avv. Monia Fabiani, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

+++ Ore 13.47 – Il fermato ha confessato +++

Ore 13.38 – Zio di Pamela: “Non rispondere a barbarie con altra barbarie”
“Io e la mia famiglia invitiamo tutta la comunità maceratese e non solo a calmare i toni. Quello che sta avvenendo a Macerata è ingiustificato, non si può rispondere a un atto di barbarie con altrettanta barbarie. Non bisogna farsi giustizia da soli”. Lo ha detto ai microfoni di RaiNews24 Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro la ragazza il cui cadavere fatto a pezzi è stato rinvenuto mercoledì lungo una strada di campagna nei pressi di Pollenza, vicino a Macerata.

Ore 13.18 – Sindaco toglie il coprifuoco
Il sindaco di Macerata Romano Carancini ha tolto il coprifuoco. Gli alunni stanno uscendo dalle scuole, la circolazione sta riprendendo.

+++ Ore 13.16 – Fermato ha fatto il saluto fascista davanti al Monumento ai caduti +++
L’uomo bloccato per le sparatorie a Macerata nei pressi del Monumento ai Caduti, è sceso dall’auto, si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Si è poi girato verso la piazza, ha fatto il saluto fascista. Lo ha constato l’ANSA sul posto. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua. E’ alto circa 1,80, fisico atletico, calvo.

 

Ore 13.12 – Fermato è italiano a residente a Macerata

Ore 13.10 – Resto del Carlino: “Uomo vicino agli ambienti di estrema destra”
Il presunto autore del gesto è “vicino agli ambienti di estrema destra”, scrive il Resto del Carlino. “E’ sceso dall’auto con una bandiera dell’Italia legata intorno al collo ed è salito sui gradini del Monumento ai caduti e ha urlato qualche parola. All’arrivo delle forze dell’ordine non ha opposto resistenza”, scrive il quotidiano.

Ore 13.08 – Comune: “allarme rientrato”
Allarme cessato a Macerata dopo il fermo del sospetto autore della sparatoria in cui sono rimaste ferite almeno 6 persone nel centro della città. “Rientrata la situazione di pericolo in città. L’uomo che fino a poche ora fa girava armato in città è stato arrestato”, comunica l’amministrazione comunale su Twitter.

+++ Ore 13.05 – Fermato aveva una bandiera tricolore al collo +++
Aveva una pistola ed era solo in macchina l’uomo che ha fatto fuoco sui passanti a Macerata, ferendo sei persone, tutti migranti extracomunitari. L’uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine al termine di una caccia all’uomo per le vie della città: aveva una bandiera tricolore al collo. Si indaga sulle motivazioni all’origine del gesto, non è escluso che l’accaduto sia in qualche modo legato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa nei giorni scorsi a Macerata.

+++ Ore 12.55 – Fermato un uomo +++
Il presunto responsabile delle sparatorie segnalate oggi a Macerata è stato bloccato in piazza della Vittoria, dinanzi al Monumento ai Caduti. Alla vista degli agenti è fuggito a piedi verso la gradinata del monumento, gettando via alcuni indumenti, poi è stato preso. La pistola l’aveva lasciata in macchina.

 

Ore 12.47 – Fonti investigative: “Feriti sono tutti stranieri”
Sono straniere le persone ferite nella sparatoria a Macerata. Lo si apprende da fonti investigative.

 

Ore 12.47 – Testimoni: “Auto si dirige verso Pollenza”
Secondo alcuni testimoni, l’Alfa Romeo Nera da cui sono stati sparati i colpi a Macerata si starebbe dirigendo verso via dell’Industria e verso Casette Verdini, nei pressi di Pollenza, sul cui territorio è stato trovato il corpo smembrato di Pamela Mastropietro, chiuso in due trolley.

Ore 12.44 – Comune su Facebook: “Studenti restino a scuola”
“Per ragioni di sicurezza tutti gli studenti resteranno a scuola e gli autobus del servizio trasporto pubblico fermi”. E’ quanto scrive il comune di Macerata su Facebook dopo le sparatorie di questa mattina.

Ore 12.40 – Posti di blocco in tutta la città
Posti di blocco in tutta la città: a Macerata è caccia all’auto scura da cui sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco sui passanti.

Ore 12.35 – I feriti sono almeno 7
Sono almeno 7 le persone rimaste ferite nella sparatoria avvenuta questa mattina in diverse zone della città di Macerata. Fino a questo momento 5 persone sono arrivate in pronto soccorso, una di queste si trova in sala operatoria. Sono in corso le ricerche di altre due vittime rimaste coinvolte nella sparatoria.

Ore 12.31 – Paura nelle vie del centro
Le vie interessate dalle sparatorie a Macerata sono via dei Velini, via Cairoli, via Spalato, piazza della Stazione, tutte vie del centro della città, dove si è sparso il panico.