Che si trattasse di una campagna elettorale combattuta e senza esclusione di colpi lo si sapeva. Ma in Veneto un post interno del Movimento Cinque Stelle, che sta organizzando una campagna di controinformazione nei confronti degli avversari politici “impresentabili”, sta scatenando forti polemiche. Perché chiederebbe ai candidati la raccolta di fotografie e notizie compromettenti da utilizzare nel corso di confronti politici. La notizia è stata data da Il Gazzettino che ha trovato un messaggio del responsabile della comunicazione in Veneto, Ferdinando Garavello, indirizzato ai 56 candidati pentastellati: “Tirate fuori il peggio dei candidati degli altri partiti”.

Il punto di partenza è una considerazione sull’impostazione della campagna elettorale, per vincere il maggior numero possibile di seggi. “In questa campagna elettorale faremo molta comunicazione negativa sui partiti e sui candidati che corrono in Veneto.” Garavello fornisce poi indicazioni più precise e pratiche. “Quindi, ognuno di voi va a cercarsi – questo vale sia per l’uninominale che per il plurinominale – i diretti concorrenti e tira fuori tutto il peggio che si può tirar fuori”. A che cosa si riferisce? Chiede ai candidati di cercare “nefandezze, foto imbarazzanti, dichiarazioni e tutto quello che può servire a fare campagna negativa su di loro”. Invita quindi i pentastellati a documentarsi: “I nomi sono pubblicati su tutti i giornali… Buon divertimento”.

Interpellato dal quotidiano veneto, Garavello ha risposto: “Si tratta di una campagna trasparenza”. E a Ilfattoquotidiano.it ha detto, a titolo personale: “Sono banalità, accuse che si commentano da sole”. È comunque una questione di sostanza. Lo ha capito il consigliere regionale Jacopo Berti che dichiara: “Qui si vogliono fraintedere le cose. La nostra è una campagna all’insegna dello slogan ‘Fuori gli impresentabili’. Ed è questo che vogliamo fare. Non è possibile estrapolare un messaggio senza dar conto anche del seguito, ossia di quello che i candidati hanno scritto su quello stesso gruppo”.

Ma le parole facevano pensare a una specie di dossieraggio o caccia alle streghe. “E io le dico che uno dei candidati ha chiesto: ‘Dobbiamo sputtanare la gente?’ E il senatore Giovanni Endrizzi ha risposto: ‘Assolutamente no, bisogna solo vedere se ci sono degli impresentabili e farlo sapere ai cittadini”. Insomma, una campagna moralizzatrice. “Informativa. Bisogna che gli impresentabili non vengano eletti. Penso a chi ha precedenti penali o è stato condannato. Ma di esempi ce ne sono anche altri. Molti. Un parlamentare che nella passata legislatura avesse avuto il 99 per cento di assenze alla Camera o al Senato, secondo lei dovrebbe essere rieletto? Se vogliamo di esempi ne possiamo trovare tantissimi. C’è solo l’imbarazzo della scelta, ad esempio sui candidati degli altri partiti catapultati nel territorio”.