C’era anche l’Europa tra quelli che fecero alzare il vento che lo portò via nel 2011. Oltre sei anni dopo è sempre l’Europa pronta a riaccogliere a braccia aperte Silvio Berlusconi. E lui non porta affatto rancore. Anzi: il governo di centrodestra sarà “europeista“, dice in un’intervista a Radio Radio. In una frase di poche parole spazzati via, una volta di più, gli annunci di Salvini: la battaglia anti-euro, il vincolo del 3 per cento, la Bolkestein. Il ping pong va avanti da giorni: il segretario della Lega usa le consuete parole d’ordine contro Bruxelles, il leader di Forza Italia lo corregge il giorno dopo. Così si resta appesi alla sfida interna al centrodestra: se arrivassero davanti gli azzurri, il programma sarebbe più in linea con l’Unione Europea; se la spuntasse il Carroccio, la svolta “anti” guiderebbe l’alleanza. E’ anche per questo, forse, che Berlusconi viene riempito di baci, abbracci e cartoline dai leader europei che un tempo gli sghignazzavano davanti. Tutto è perdonato: la condanna definitiva, le cene eleganti che finirono su tutti i giornali del mondo. “Lavoreremo per costruire un’Ue diversa – aggiunge – più vicina a quella dei padri fondatori e finalmente capace di avere un’unica politica estera e di difesa”.

Dinamiche centrate da un lungo articolo del Financial Times dal titolo “La resurrezione di San Silvio Berlusconi” che definisce il leader di Forza Italia “l’ottuagenario ragazzo che non si arrende della politica italiana si trova esattamente dove ama essere, al centro del dibattito politico“. Il suo ritorno, dice il quotidiano economico britannico, “ha implicazioni importanti sia per l’Italia che per l’Unione Europea“. Secondo il Ft è “la prova più clamorosa della difficoltà del paese a rinnovare la sua leadership politica”, ma la “prospettiva di dover avere ancora a che fare con Berlusconi potrebbe essere profondamente preoccupante anche per policymaker e investitori europei, in modo particolare nel momento in cui Emmanuel Macron e Angela Merkel stanno cercando di rilanciare l’Unione Europea e spingere per una ulteriore integrazione“. C’è una fonte anonima, un ex esponente di spicco dell’Unione Europea, che parla al Financial Times, che forse mette la storia sotto la luce perfetta: “E’ difficile dire se è anti europeo, è difficile dire che sia filo europeo. Non ha alcun principio”.

Berlusconi è incandidabile, non può fare il capo del governo. Ma se vincerà, dice Mujtaba Rahman, a capo del desk Europa all’Eurasia Group, “comanderà comunque come leader di partito. E anche se il suo centrodestra non vincerà la maggioranza dei seggi e formerà un governo, il partito di Berlusconi, Forza Italia, sarà probabilmente il cardine di qualsiasi tentativo di forgiare una grand coalition. In entrambi i casi, vi è una decisa possibilità che il Cavaliere avrà enorme influenza dopo le elezioni”. Ed è qui che torna il retroscena di Repubblica che raccontava che Berlusconi, nell’incontro con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e con gli altri dirigenti del Ppe, ha assicurato che “la Lega non sarà al governo”. Un articolo che ha smentito Salvini. Ma mai Berlusconi. “Alla sua veneranda età – riassume il Financial Times – Berlusconi si propone come un uomo di stato più grande rassicurante, con opinioni pro europee e uno stile di vita moderato, vegetariano in grado di ripristinare il benessere delle famiglie della classe media scontente”. Manfred Weber, il capo sempiterno del Ppe, rassicura tutto l’ambiente: “E’ stata approvata una piattaforma elettorale della coalizione che ha un approccio, un orientamento e uno spirito inequivocabilmente a favore dell’Europa. E questo dimostra che il leader del centrodestra è Berlusconi e il messaggio è quello di una forte Italia in una forte Europa”. E ormai il sostegno arriva anche dall’altra parte della barricata: “Auguriamo buona salute – dice il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, socialista – a tutti i leader di tutti i partiti italiani, perché la democrazia ne beneficerà. E dunque anche a monsieur Berlusconi, perché è un leader importante in Italia”.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. “C’è un deficit di fiducia e rappresenterà qualcosa tipo un jolly, e questo potrebbe essere decisamente non di aiuto e elemento di distrazione”, continua Rahman. La prospettiva del suo ritorno a Bruxelles viene seguita “con atteggiamento misto fra il wait and see e un senso di fatalismo. Come è possibile che l’Italia non riesca a trovare nuovi leader?”, afferma l’’ex ambasciatore alla Nato Stefano Stefanini. Il suo recente viaggio a Bruxelles è stato caratterizzato da una “atmosfera molto cordiale e spensierata, come un ritorno a casa. Non lo vedono come un peso” commenta un’altra fonte che sottolinea significativamente che Berlusconi non ha mai indicato Donald Trump fra i suoi amici (mentre Salvini dice di ispirarsi al presidente americano).

“Eppure – puntualizza il Financial Times – avere a che fare anche con questa versione innocua di Berlusconi potrebbe rappresentare un grande problema per l’Ue”. Perché? Perché “sta facendo campagna su un programma di tagli fiscali e nuove spese, in particolare per le pensioni, che difficilmente rientrerebbe nei vincoli di bilancio europei” e il programma della sua coalizione chiede “meno vincoli dall’Europa“, incluse meno politiche di austerity, una revisione dei trattati e meno contributi italiani all’Ue. Un programma che, a dire il vero, con altre parole è quello che da giorni ripete proprio Salvini. E infatti Berlusconi oggi ripete: “I leader europei sono preoccupati per la situazione italiana non per la Lega, ma perché uno dei più importanti paesi Ue può cadere in mano ad una forza politica ribellista e giustizialista come i Cinquestelle. Comprendo le loro preoccupazioni ma ho detto loro che gli italiani sono saggi e responsabili e non sceglieranno un salto nel vuoto, ma noi del centrodestra con Forza Italia che avrà un ruolo trainante“.