A sceglierla sarebbe stato direttamente il candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio. Ma questo non ha frenato le tensioni all’interno dei vari meet-up in Calabria dove, nel collegio Catanzaro-Vibo Valentia del Senato, è candidata l’avvocato Silvia Vono. Un passato con Italia dei Valori e l’esperienza, quattro anni fa, da assessore nel comune di Soverato con il sindaco Ernesto Alecci, oggi candidato dal Pd al terzo posto del listino proporzionale Calabria Sud, dietro alla ministra Marianna Madia.

Un curriculum che ha provocato le polemiche di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, rimasti fuori dalle liste che corrono per il 4 marzo. “Ma non c’era la regola ferrea che non bisognava avere avuto incarichi di partito fino al 2009 per potersi candidare? O questo valeva solo per gli attivisti?” si domandano alcuni componenti dei meet-up calabresi. Dal canto suo, l’avvocato Vono appare tranquilla: “Sono cose che non sono nemmeno vere”. Per la neo candidata, quella del M5a è “stata una scelta di cambiamento fatta in tutta Italia. Io non ero iscritta al Movimento, non ho partecipato alle parlamentarie. Sono stata scelta perché ho condotto alcune battaglie sul territorio. Ho partecipato come giurista a varie manifestazioni per il No al referendum del 4 dicembre insieme ad altri esponenti del M5s. Ho partecipato come giurista. Poi io faccio parte di un comitato di cittadini per la trasversale delle Serre”.

Se da una parte è vero che è stata assessore a Soverato, dall’altra – chiarisce la Vono – “non era una giunta del Pd. Sono stata in carica per soli 4 mesi dopo essere stata eletta in una lista civica con delle simpatie a destra, a sinistra e al centro. Alecci adesso è candidato del Pd, ma la tessera l’ha presa a gennaio, poche settimane fa. Non penso si possa classificare come una giunta del Partito democratico”. Ma come si è arrivati alla sua candidatura? Su questo la Vono puntualizza di non aver mai chiesto di essere inserita in lista: “Non ho ricevuto alcuna proposta particolare, ma solo una telefonata dalla segreteria di Di Maio per mandare il mio curriculum dove ho scritto tutta la mia storia. Non so se qualcuno del territorio ha fatto il mio nome. Certamente la decisione l’ha presa Di Maio. Così è previsto nel regolamento. Poi per candidarmi mi sono iscritta al Movimento. Non potevo partecipare alle elezioni da esterna”.

I maldipancia, però, restano. A partire da alcuni attivisti della zona come Salvatore Tredici che, sulla sua pagina facebook, ha accolto la candidatura della Vono alla Camera con un’espressione dialettale calabrese: “Manculicani”. Per poi scagliarsi contro il deputato uscente e ricandidato Paolo Parentela definendolo “campione olimpionico che non ha mai fatto nulla sul territorio”. “Pensavo che tutto avveniva nel rispetto delle regole”, è lo sfogo dell’attivista deluso.