Il centrodestra ormai stabile al 39%, a un soffio dalla “soglia magica” del 40, che potrebbe garantire la maggioranza. Il centrosinistra staccato di ben undici punti, fisso addirittura al 27,9%. E poi il Movimento 5 stelle prima forza ma “solo”al 26,3%. Sono i numeri dell’ultimo sondaggio di Euromedia. Una rilevazione effettuata su 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne e diffusa durante la trasmissione Porta a Porta. Dal quale emerge, ancora una volta, un dato: saranno gli elettori più anziani a decidere chi vincerà le prossime elezioni politiche. 

Tra gli elettori con un’età compresa tra i 18 e i 24 anni, infatti, il centrodestra e il centrosinistra sono praticamente appaiati al 30%, con la coalizione guidata da Matteo Renzi in vantaggio di mezzo punto percentuale. Confermata dalla rilevazione dell’istituto guidato da Alessandra Ghisleri un’altra tendenza già emersa da altri sondaggi: tra i giovani il Movimento 5 stelle è di gran lunga il primo partito con il 34% dei voti. Segue il Pd al 27,6%, Forza Italia al 14,3%, Lega al 11,3% e poi Liberi e Uguali al 5%.

Situazione che cambia radicalmente quando si contano i voti degli over 24: i pentastellati perdono quasi otto punti, fermandosi al 26,3%, mentre il centrodestra schizza al 39% grazie alle performance di Forza Italia al 18%, Lega al 13,5%, Fratelli d’Italia al 4,4%, e Noi con l’Italia – la quarta gamba della coalizione – al 2,4%. Tra gli elettori più maturi, invece, il Pd perde qualche punto, fermandosi al 24,2%. A pesare sul risultato finale della coalizione, però, sono soprattutto le disastrose le performance degli alleati, almeno secondo la rilevazione di Euromedia: Civica popolare di Beatrice Lorenzin prenderebbe l’1,2%, +Europa di Emma Bonino e Bruno Tabacci l’1,8, Insieme – cioè Verdi e Socialisti – lo 0,4, Südtiroler Volkspartei lo 0,3%.  Il centrosinistra, tra l’altro, rimarrebbe staccato anche sommando i voti della formazione guidata da Pietro Grasso che è data al 6%. Ancora alta la percentuale di indecisi che potrebbero astenersi dal voto: è al 32%, cioè un elettore su tre. Un dato che arriva al 45,2% se a essere intervistati sono gli under 24: non incideranno sulla vittoria finale e quasi uno su due non andrà neanche a votare.