In Italia quasi cinque milioni di individui, secondo i dati Istat, vivono in una condizione di povertà assoluta. Ciò significa che non riescono ad acquistare neanche i beni essenziali, necessari per un’esistenza decorosa. Alcune di queste storie sono al centro del documentario Inseguendo la felicità, un ritratto, a tratti duro e impietoso, della realtà quotidiana di un’Italia in difficoltà, in onda in prima tv domenica 14 gennaio alle 21.15 su Sky Atlantic HD e Sky TG24 Active e disponibile su Sky On Demand. Il documentario, prodotto da Sky e realizzato dalla Good Day Films di Michele Bongiorno e scritto e diretto da Andrea Bettinetti, mostra uno spaccato di storie, purtroppo molto diffuse, di ordinaria povertà, senza analisi sociologiche e banalizzazioni, attraverso il punto di vista inusuale di Gabriele, “Compro-oro” romano, e Andreina, “Recupero-crediti” a domicilio che opera tra il Piemonte e la Lombardia. Entrambi affrontano quotidianamente le tragedie e la disperazione dei loro clienti, pur rimanendo capaci di mantenere vivo il loro lato umano.

Andreina, proprietaria di una piccola impresa di recupero crediti, tutti i giorni guida per chilometri alla ricerca di debitori “scomparsi” e dalle situazioni economiche drammatiche. Mentre fuori dal finestrino scorrono incessanti i paesaggi della Pianura Padana, la donna racconta che gli oggetti per cui le persone si indebitano sono perlopiù legati al prestigio sociale: auto, cellulari, abbonamenti per la palestra. Debiti facili da contrarre, a volte anche di importi modesti, ma difficili da restituire: nel 2016 il totale dei crediti insoluti è stato di 58,9 miliardi di euro, ma di questi solo 9,42 miliardi sono stati riscattati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sesto San Giovanni, esplosione distrugge due appartamenti: 6 feriti, anche un bimbo. Residenti sfollati: “Edificio inagibile”

prev
Articolo Successivo

Veneto, chiede soldi per saltare le liste d’attesa in ospedale. Il medico: “Era una cifra consona”. Cantone: “È concussione”

next