Nuovo scontro a Non è L’Arena (La7) tra l’ex presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, e la deputata di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè. La miccia della polemica (qui la prima parte) è data da un confronto tra gli stipendi percepiti dai dipendenti dell’Assemblea regionale siciliana e quelli dei corrispettivi colleghi del Consiglio Regionale della Lombardia. La differenza tra gli stipendi mensili netti è impressionante: se il segretario regionale della Sicilia prende 13.145 euro, quello lombardo percepisce 6.590 euro. Il consigliere parlamentare direttore in Sicilia ha uno stipendio di 11.308 euro netti al mese, in Lombardia per lo stesso ruolo la paga è di 3.790 euro. Il segretario parlamentare dell’Ars vanta uno stipendio di 5.729 euro, quello del Consiglio Regionale della Lombardia prende 2.208 euro al mese. Infine, un commesso della Regione Siciliana guadagna 3.746 euro al mese, quello lombardo ha una paga mensile di 1.566 euro. E non è finita: un dipendente della Regione Lombardia ha 13 mensilità contro le 16 mensilità ad appannaggio del collega siciliano. Santanchè punzecchia Crocetta: “Guardi e studi”. “Io ho dimezzato gli stipendi” – tuona l’ex presidente della Regione Sicilia – “Glielo dica al suo partito politico e a Miccichè (presidente dell’Ars, ndr), che vuole aumentare gli stipendi”. “Ma lei è un genio, come mai non si è ricandidato?”, replica Santanchè. “Ma basta” – insorge Crocetta – “Lo so che si è presa gli appunti ad Arcore prima di venire qua, ma lasciamo questa politichetta da quattro soldi”. Crocetta poi discute animatamente anche con la giornalista Myrta Merlino, che gli chiede lumi sulle 16 mensilità dei dipendenti dell’Ars. “Ho ridotto quegli stipendi” – ribadisce il politico – “Ho messo un tetto a 160mila euro, al posto del precedente che era di 240mila euro. La Regione siciliana è stata amministrata da governi canaglia, che sono difesi dalla signora Santanchè e che hanno distrutto la Sicilia. I vari Cuffaro stanno con la Santanchè, non con Crocetta”. “Coi democristiani ho avuto sempre poco a che fare”, replica Santanchè