A poche ore dall’incontro ad Arcore tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni su Twitter i due leader principali marcano il territorio. Il leader di Forza Italia – che allo stato in attesa della decisione della Corte europea per i diritti umani non è candidabile – augura la buona domenica e mostra in anteprima il simbolo in cui campeggia la scritta Berlusconi presidente, il segretario della Lega Nord poco dopo posta il manifesto con la scritta Stop Fornero e la scritta Salvini premier. In silenzio per ora l’account della numero uno di Fratelli d’Italia. Anche se è evidente che la partita della premiership è a due tra i leader dei due partiti con le percentuali di preferenze più alte.

Sul tavolo della discussione Salvini ha messo già da ier un argomento divisivo, l’abrogazione della legge Fornero, il che lascia intendere che anche la questione della definizione dei candidati nei collegi uninominali è ancora lontana da essere risolta. Dall’incontro sembrano esclusi i leader della cosiddetta quarta gamba, mentre ieri Stefano Parisi ha detto che presenterà simbolo e proprie liste eventualmente anche fuori dalla coalizione. Il punto sono proprio le pretese di ciascun protagonista della coalizione che spinge ad alzare le richieste sul numero dei collegi spettanti a ciascuno (232 alla Camera e 119 al Senato). D’altra parte dar maggior spazio politico alla quarta gamba, sottolineano i promotori, potrebbe aiutare tutta la coalizione a crescere ancora. In questa ottica anche Energie per l’Italia di Parisi chiede spazio per i propri esponenti provenienti dalla società civile, e viste le resistenze specie di Fi, ha avviato la raccolta delle firme per una corsa col proprio simbolo, fuori dalla quarta gamba e dalla coalizione. Al vertice di oggi si comincerà a parlare almeno dei criteri, con Giorgia Meloni pronta ad appoggiare la tesi di Berlusconi, di basarsi sulla media dei sondaggi. Che la tensione ci sia lo dimostra l’appello di Maurizio Gasparri a non superare il livello di guardia: “Abbiamo un grande vantaggio che non possiamo disperdere. Il nostro obiettivo è creare una maggioranza che controlli entrambe le Camere per dare un governo stabile all’Italia”.

I coordinatori regionali azzurri hanno sollecitato Berlusconi sul fatto che i candidati devono essere radicati sul territorio perché con il Rosatellum sulla scheda compaiono i nomi dei candidati nei collegi uninominali e dei listini di partito (tra i due e i quattro nomi). Eventuali nomi della società civile, che l’ex Cavaliere vorrebbe “paracadutare” nelle varie regioni, rischiano di far perdere voti a vantaggio della Lega (al Nord) e di Fdi e della quarta gamba al centro-sud. E poiché il patto con Salvini è che il partito con più voti esprimerà il candidato premier, si aprirebbe uno scenario negativo. Comunque per Palazzo Chigi anche ieri  Antonio Tajani si era tirato fuori dalla corsa. D’altra parte Berlusconi ha bisogno nei listini proporzionali di candidati fidati.