di Francesco D’Alfonso 

Le elezioni politiche si avvicinano sempre di più e l’ “onda” contro il Movimento Cinque Stelle si sta facendo sempre più grande. Troppo elevato, infatti, il rischio che privilegi e vantaggi che si sono venuti a creare nel corso di decenni per una discreta fetta della popolazione italiana rischino di andare persi o comunque di essere messi in discussione. La storia e la cronaca ci insegnano, infatti, che una buona parte del sistema economico, lavorativo e sociale italiano si è costruito nel corso degli anni sulla base di una logica clientelare, che vede al comando, naturalmente, la classe politica nazionale, quest’ultima con tutti i legami patologici (mafia, P2, ecc.) che tutti purtroppo conosciamo.

Tutti abbiamo notizia, giornalmente, di concorsi truccati, di gente assunta in base a segnalazione o in totale disprezzo di ogni criterio meritocratico e comunque di persone che hanno acquisito un vantaggio economico e sociale che non gli sarebbe spettato. Provate a chiedere, in questa Italia “democratica”, ad un ragazzo di provincia, soprattutto nel centro-sud, cosa si trova davanti nel mondo del lavoro, dopo una laurea, se non ha parenti o amici che hanno le conoscenze giuste: il deserto assoluto. E tutto ciò a prescindere da ogni capacità/talento. Se gli andrà bene, sarà costretto a lavori precari fino ai 40 anni, sacrificando tutta la sua vita personale. L’alternativa è, naturalmente, andarsene all’estero, come stanno facendo in moltissimi. Ma la loro, occorre evidenziarlo, è, nella gran parte dei casi, una partenza obbligata, non una scelta. D’altronde, per il sistema precostituito queste partenze non sono altro che una manna dal cielo: gente in gamba e potenzialmente fastidiosa che si toglie dalle scatole… Grandioso!

Una buona parte del sistema economico, lavorativo e sociale (si pensi a molti giornali e televisioni) italiano è stato, quindi, creato nei decenni ad immagine e somiglianza del potere politico esistente. Quest’ultimo, poi, ovviamente se ne guarda bene dal farsi da parte. Troppo grandi i vantaggi che andrebbero persi!

Le prossime elezioni possono essere pericolosissime per questo sistema: se i cinquestelle dovessero andare al potere, tutto ciò che si creato nel corso di tanti anni rischierebbe di essere messo in discussione. Ecco che allora ha preso corpo la risposta a questo enorme pericolo. Innanzitutto, si è mosso il sistema politico nazionale, “coalizzandosi” contro il M5s. Si cambia, quindi, la legge elettorale, i collegi, si cerca di delegittimare in tutti i modi i cinquestelle. Ma questo non basta: c’è bisogno anche dell’intervento dell’anello inferiore del sistema. Tutti quelli che hanno usufruito di vantaggi/benefici devono ora ricambiare, devono darsi da fare: “Qui c’è il rischio che salti veramente tutto!”. Ed ecco l’attacco trasversale dei vari poteri contro i cinquestelle, divenuti improvvisamente i più inetti di tutti e colpevoli di tutti i mali del nostro Paese.

Pensiamo davvero che chi ha usufruito nel tempo di nomine, posti di lavoro, ecc, non sia ora tenuto a restituire, nelle forme possibili, ciò che gli è stato dato, magari anche per non rischiare di perdere i vantaggi/benefici ottenuti? E il sistema che si è venuto a creare nel tempo è ampio e forte di legami decennali e trasversali. Ecco allora che per i cinquestelle le elezioni diventano una missione quasi impossibile. I numeri sono numeri. C’è poco da fare. L’unica speranza viene dalla crisi economica che abbiamo attraversato. Quest’ultima ha, infatti, fatto sì che si siano di molto ristretti i cordoni della borsa del sistema politico e i privilegi elargibili sono andati via via diminuendo. Ciò potrebbe sicuramente aumentare il numero delle persone desiderose di abbattere questo sistema.

Ma potrebbe non bastare.

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