Camping River, insediamento rom a Prima Porta, periferia nord di Roma, nelle intenzioni dell’amministrazione capitolina sarebbe stata la prima baraccopoli chiusa nell’ambito del piano rom della sindaca Virginia Raggi. A due mesi e mezzo dalla chiusura definitiva del 30 settembre (resa improrogabile per scadenza della convenzione con il gestore), gli ospiti – circa 420 etnie differenti, di cui 190 minori bambini – sono quasi tutti ancora lì. Oppure, raccontano i volontari di Isola Verde Onlus, la cooperativa che ha gestito il campo fino al 30 settembre, in uno stabile vicino “dove hanno occupato una ventina di appartamenti”.

Il campo “è di fatto abusivo” e l’acqua potabile manca da metà ottobre. “Adulti e bambini non si lavano, e i più piccoli hanno smesso di andare a scuola: si parla di un calo del 40% nella scolarizzazione”, dice Vincenzo Speranza è uno degli operatori di Isola Verde Onlus. “Sono entrate persone abusive, e a Natale ne entreranno ancora. Succede sempre così. Prima c’era una guardiania a impedirlo”. “Ogni tanto vado ancora a trovarli”, prosegue Vincenzo. “C’è un’anarchia totale. E cominciano a bruciare il rame. Alcune mamme sono scappate”.

Via della Tenuta Piccirilli, dove sorge il campo – che si trova su un terreno privato – non ha un impianto di acqua potabile. “Negli anni la cooperativa ha costruito un impianto per fornire l’acqua potabile al campo”, spiegano da Isola Verde. “Ora abbiamo rescisso i contratti di manutenzione. Abbiamo garantito anche dopo la scadenza l’acqua, anche se a singhiozzi. La Asl ha registrato problemi ambientali e igienico-sanitari”. E il Campidoglio? “Vengono, prendono misure, ma l’acqua non c’è e il rischio sanitario avanza”, dice Vincenzo Speranza. “Avendo fatto causa alla nostra cooperativa, ora la competenza dell’acqua passa a loro”.

La situazione “è in via di miglioramento”, fanno sapere dal Campidoglio. “L’ordinanza che c’era stata fino al 30 novembre è stata prorogata fino a fine giugno. Per l’acqua, un campionamento è stato inviato alla Asl e siamo in attesa dei risultati. L’impianto è stato riattivato parzialmente: ricordiamo che si tratta di un terreno privato”. Per verificare l’ingresso di persone esterne, dicono ancora dall’amministrazione capitolina a ilfattoquotidiano.it, “è stata aumentata la presenza della polizia locale con l’attivazione di una copertura notturna”. E per i bambini, “si sta ipotizzando di attivare al più presto controlli presso le scuole. Si tratta però di una dinamica che deve riguardare anche gli altri campi. Non abbiamo dati che confermino la percentuale del 40%, che non è né scientifica né attendibile”.

A trovare casa attraverso il piano dell’amministrazione sono stati, sempre secondo il Campidoglio, “quattro nuclei famigliari del River, mentre altri tre hanno trovato sistemazione in strutture del circuito capitolino”. E per le altre persone ancora al campo “Stanno cercando casa, e i colloqui sono aumentati nelle ultime settimane con frequenza giornaliera”.

“È un piano agli albori, un work in progress”, dice a ilfattoquotidiano.it Marco Cardilli, vice capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi con deleghe alla Sicurezza. A occuparsi dei dossier campi rom è l’ufficio di scopo istituito a Palazzo Senatorio, presieduto dalla dirigente Michela Micheli e dallo stesso Cardilli. “Ci siamo attenuti alle direttive europee e nazionali”.

Epperò l’inclusione si rivela un percorso ad ostacoli. “Constatare che ci sono persone che non parlano italiano o non hanno dimestichezza con le procedure amministrative è testimonianza del fatto che tutto il lavoro fatto fino ad adesso è un lavoro sprecato”, replica dal Campidoglio Cardilli.

“Spesso gli annunci dicono chiaramente che non vogliono stranieri”, spiega Maria, mamma di una bambina di 10 anni. “Io ho visto cinque proprietari italiani: mi hanno tutti risposto che con il buono casa che ci ha dato il Comune non ci fanno niente. Che non c’è scritto niente, che non si fidano”.

“Il piano di superamento dei campi rom è imprescindibile e si proseguirà lungo a questo indirizzo”, replicano dall’amministrazione Capitolina. “I campi rom vanno superati. Sono dei ghetti, e avere dei ghetti nel 2018 è inaccettabile per un paese civile. È da paese nazista”. Camping River ” è il primo caso: con quelli successivi si andrà più spediti, perché si farà tesoro delle criticità”.

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