Le stelle di piccole galassie possiano aiutarci a capire meglio la materia oscura e la gravità, ma possono anche sorprenderci. Come quelle studiate dal gruppo coordinato dall’astronomo italiano Davide Massari, dell’università di Groningen, nei Paesi Bassi. Ebbene questi corpi celesti – come riporta l’Ansa – non si muovono come previsto e rischiano di mettere in crisi alcune delle principali teorie che descrivono il comportamento e la formazione delle galassie. Hanno un’orbita molto allungata, ovale e non circolare. In tutto i ricercatori hanno osservato 15 stelle di una vicina di casa della Via Lattea, la galassia nana dello Scultore a 300.000 anni luce di distanza dalla Terra.

“Abbiamo visto che queste stelle hanno una preferenza inaspettata per una direzione, cioè tendono a muoversi su un’orbita molto ellittica. È stata una sorpresa perché ci aspettavamo che l’orbita fosse più circolare”, ha detto Massari all’Ansa. È la prima volta che si riesce a osservare l’orbita completa di stelle aliene, ossia il modo in cui si muovono intorno al centro della loro galassia. “Finora – ha aggiunto – era stato possibile solo osservare come queste si allontanano o come si avvicinano rispetto alla Terra”. Misurare l’orbita completa di una stella esterna alla Via Lattea è infatti molto difficile perché occorrono dati relativi alla sua posizione nel corso di diversi anni. È stato possibile grazie al satellite Gaia, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e al telescopio spaziale Hubble, di Nasa e Esa, che ha seguito alcune di queste stelle per 12 anni. Lo studio è stato pubblicato su Nature Astronomy.

Il movimento inaspettato delle stelle ha fornito anche indizi sulla distribuzione della materia oscura nella galassia: la densità di questa materia misteriosa e invisibile che occupa oltre il 25% dell’universo aumenta verso il centro invece di diminuire, come ci si aspetterebbe. Tutto questo, ha rilevato l’astronomo, “mette in crisi le teorie semplici che descrivono il comportamento delle stelle delle galassie, ma non quelle più complesse, come il Modello Standard della cosmologia, che in realtà descrive quello che vediamo”.  I dati dei telescopi spaziali hanno permesso inoltre di misurare l’orbita della stessa galassia nana intorno alla Via Lattea e questo ha fornito indicazioni sulla sua evoluzione. “Abbiamo visto – ha detto il ricercatore – che l’orbita è molto più ampia del previsto e che la galassia resta sempre molto lontana dalla Via Lattea”. Questo indica che in passato, a differenza di quanto si riteneva finora, non ci sarebbero mai stati passaggi ravvicinati e di conseguenza la forma di questa galassia, una volta irregolare, è diventata quasi sferica.

L’articolo su Nature