Se dall’Italia arriverà un invito, come già avvenuto in passato, l’Osce manderà una missione per valutare l’eventuale invio di osservatori durante le prossime elezioni. Lo annunciano fonti della stessa Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa all’agenzia Adnkronos. “L’unità Affari pubblici dell’ufficio per le Istituzioni democratiche e i Diritti umani monitora le elezioni nei Paesi partecipanti – spiegano – su invito delle autorità competenti nello Stato in cui le elezioni si svolgeranno”.

Qualora l’invito dovesse arrivare, “l’Odihr intende inviare una missione di valutazione delle necessità, incontrando i rappresentanti delle autorità e dei partiti politici, della società civile e dei media”. L’ispezione, spiegano sempre dall’Osce, “valuterà il clima pre-elettorale e raccomanderà se l’Odihr monitorerà le prossime elezioni e, se nel caso, in quale formato”.

“Chiediamo al governo di raccogliere immediatamente l’invito dell’Osce a monitorare le prossime elezioni politiche. Che vengano il prima possibile!”, scrive su Twitter Luigi Di Maio che proprio nei giorni scorsi aveva sollecitato l’intervento dell’organismo: ““Mi preoccupano le fake news, ma mi preoccupa molto di più il voto di scambio”, aveva detto il candidato premier del M5s. “Chiediamo all’Osce – aveva aggiunto – di monitorare non solo le operazioni elettorali ma anche la libertà di stampa e le modalità di informazione”. Una richiesta, quella del monitoraggio degli osservatori Osce, che Di Maio aveva già lanciato alla vigilia delle elezioni regionali in Sicilia. “C’è un serio problema di voto di opinione e libertà di voto”, aveva detto il vicepresidente della Camera durante una conferenza stampa con Giancarlo Cancelleri, ex candidato governatore dei pentastellati.

In quell’occasione a Di Maio aveva replicato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, durante il question time alla Camera. “L’Ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani osserva le elezioni in tutti i 57 Stati partecipanti, per valutare in quale misura i processi elettorali rispettino le libertà fondamentali e siano improntati all’uguaglianza, all’universalità, a pluralismo politico, alla fiducia, alla trasparenza e alla responsabilità. Le missioni vengono solitamente predisposte in occasione dei maggiori appuntamenti elettorali parlamentari o presidenziali e non per le elezioni di livello locale”, aveva detto il titolare del Viminale. Niente invio di osservatori per elezioni locali, dunque. Diversa la questione, invece, per le politiche.