Le elezioni regionali in Sicilia del prossimo 5 novembre non saranno monitorate dagli osservatori internazionali dell’Osce. Lo ha annuncia il ministro dell’Interno, Marco Minniti, rispondendo durante il Question Time ad un’interrogazione del Movimento 5 Stelle. “L’Ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani osserva le elezioni in tutti i 57 Stati partecipanti, per valutare in quale misura i processi elettorali rispettino le libertà fondamentali e siano improntati all’uguaglianza, all’universalità, a pluralismo politico, alla fiducia, alla trasparenza e alla responsabilità. Le missioni vengono solitamente predisposte in occasione dei maggiori appuntamenti elettorali parlamentari o presidenziali e non per le elezioni di livello locale”, ha detto il titolare del Viminale.

A chiedere al governo di far arrivare gli ossservatori dell’Osce in Sicilia era stato nei giorni scorsi Luigi Di Maio. “C’è un serio problema di voto di opinione e libertà di voto”, aveva detto il vicepresidente della Camera durante una conferenza stampa con Giancarlo Cancelleri, candidato governatore dei pentastellati. “I prefetti delle province siciliane – ha detto però oggi Minniti – hanno già fornito assicurazione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, anche in relazione alle criticità dalla stessa rilevate, circa la piena collaborazione nel proseguo dell’attività di approfondito monitoraggio, volto ad evidenziare situazioni ostative riferibili ai candidati, nonché per lo svolgimento della campagna elettorale in vista del voto, ferma restando l’attività delle forze dell’ordine, a garanzia dell’ordinato svolgimento delle operazioni elettorali“. Tradotto: lo Stato farà tutto il possibile per garantire il normale svoltimento delle elezioni siciliane. Per quanto riguarda i cosiddetti “impresentabili”, se non hanno condanne che li escludono dalla corsa – come previsto dalla legge Severino – potranno tranquillamente entrare a Palazzo dei Normanni.

I pentastellati, però, non ci stanno. E in ordine sparso replicano alle parole di Minniti.  “Non è vero che l’Osce non sia intervenuta per elezioni inferiori a quelle di scala nazionale. La sua posizione è smentita dai fatti e dai precedenti del 2015 in Albania e Ucraina”, dicono i gruppi parlamentari M5S alla Camera e al Senato.  “Lei – dice Alessandro Di Battista – ministro non può lavarsi le mani, deve tenere conto di quello che è successo finora in Sicilia. Deve tener conto che la Sicilia è stata governata dai Cuffaro, non può non tener conto che nelle liste di Musumeci ci sono degli impresentabili e che un sindaco è stato arrestato. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha praticamente scelto di chiudere gli occhi di fronte a quanto sta accadendo in Sicilia”. Di Maio, invece, lancia un appello su facebook. “È il momento di destarsi. Siciliani, il 5 novembre avete una grande occasione di riscatto. Mandiamo a casa i nostri aguzzini politici e iniziamo la rimonta di una regione che sta precipitando. Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili: andate a votare in massa e scegliete il futuro”.