Basta con il bullismo: sullo scuolabus ora ci vanno gli ex carabinieri. A prendere questa decisione nei confronti di chi alzava la voce o le mani contro i compagni più timidi è stata l’amministrazione di Novi Ligure decisa a intervenire contro gli atteggiamenti di violenza che si manifestano fuori dall’aula scolastica. Nonostante la tenera età dei bambini – tra i 6 e i 10 anni  – non mancano gli episodi di bullismo, verificatisi soprattutto sullo scuolabus gestito dall’Ic, l’azienda di trasporto che accompagna ogni giorno i ragazzi a casa.

L’iniziativa è nata da un lato per prevenire e dall’altro per fermare chi già seminava paura tra i compagni approfittando dell’assenza di un adulto. Così due giorni a settimana gli ex uomini dell’Arma – che a Novi hanno costituito un’associazione – saliranno sullo scuolabus per “scortare” i bambini fino a casa. Un servizio gratuito messo in campo grazie al volontariato dei carabinieri in congedo e che punta a diventare quotidiano. “Abbiamo verificato qualche episodio di bullismo sullo scuolabus – spiega il sindaco Rocchino Mulliere – così abbiamo pensato di chiedere agli ex carabinieri di salire sui mezzi”.

“La richiesta di fare qualcosa è arrivata dagli stessi genitori – aggiunge il primo cittadino – I volontari dei carabinieri in congedo accompagnano i ragazzi lungo il percorso dello scuolabus; nel caso intervengono richiamando i ragazzi e segnalandoli alla polizia municipale o all’azienda che fa il servizio”. Tutte le scuole primarie della città sono state coinvolte in questo progetto e i dirigenti hanno dato la massima disponibilità. Un aiuto pratico a mamme e papà, oltre che ai presidi che proprio in questi giorni stanno facendo i conti con il problema dell’uscita da scuola.

A rispondere in maniera positiva all’appello del primo cittadino è stato per primo Gesualdo Russo, presidente dell’associazione ex carabinieri: “Il martedì e il giovedì organizziamo i turni e per due volte la settimana riusciamo ad essere presenti con i bambini come ci è stato chiesto dall’amministrazione. Non ci interessa punire i ragazzi ma fare prevenzione – spiega – Spesso basta la nostra presenza sullo scuolabus per arginare chi ha brutte intenzioni”.