Credevano che tornasse a Barcellona. Ma a bordo del volo proveniente da Bruxelles, atterrato all’aeroporto El Prat poco dopo le 23 di martedì sera, c’erano solo due ex consiglieri della Generalitat: Dolors Bassa (lavoro) e Joaquim Forn (interno). Non Carles Puigdemont. L’ex presidente catalano ha deciso di rimanere a Bruxelles e, come ha detto il suo avvocato Paul Bekaert “non andrà a Madrid e ha suggerito che lo interroghino qui, in Belgio, è possibile”. Lontano quindi dall’Audiencia Nacional a Madrid, dove è stato convocato domani. Non chiede asilo, ma allo stesso tempo ha deciso di non presentarsi ai giudici del suo Paese. Dove rischia di essere arrestato dopo che il procuratore generale spagnolo José Manuel Maza lo ha dichiarato indagato per ribellione, sedizione e malversazione. E su Twitter da Bruxelles scrive: “Un mese dal referendum catalano del primo ottobre. Malgrado la violenza e le minacce passate e presenti, continuiamo a lavorare. Orgoglio di popolo”.

Puigdemont ha detto di essere arrivato a Bruxelles per portare “la questione nel cuore dell’Europa e non per scappare dal suo PaeseBekaert, poi, martedì aveva aggiunto: “Abbiamo chiesto di non fare una richiesta di asilo, ma di lottare contro qualsiasi estradizione“. L’ex presidente catalano, così come gli altri membri del governo deposto, era stato chiamato a testimoniare giovedì e venerdì mattina su richiesta della procura generale. Con lui in Belgio ci sono i ministri deposti Meritxell Borras, Meritxell Serret, Toni Comin e Clara Ponsati, mentre restano in Catalogna Oriol Junqueras, Jordi Turull, Raul Romeva, Josep Rull, Carles Mundo, Dolors Bassa, Joaquim Forn e Lluis Puig. I primi quattro hanno ugualmente chiesto di esser ascoltati in Belgio, secondo la Vanguardia.

E domani sono attesi davanti alla Corte Suprema anche i componenti destituiti della Mesa del Parlament catalano. Pure loro sono stati accusati dalla procura di ribellione, sedizione e malversazione. Una causa che ha una “intenzione politica” secondo l’ex segretario della Mesa e deputato Joan Josep Nuet, che ha aggiunto: “Crediamo che ciò che abbiamo fatto non sia un reato, non è un’azione criminale, è un atto democratico che in ogni caso si può discutere come qualsiasi cosa”. Nuet ha detto inoltre di aspettarsi che non siano previste nei confronti di tutti i membri deposti della Mesa misure cautelari. Anche Andreu Van den Eynde, avvocato della presidente destituita del Parlament Carme Forcadell, ha confermato che la politica si presenterà, dopo aver ricevuto la convocazione.