Qualche anno fa, quando il Cavaliere di Arcore era premier, giravo con una spilletta gialla all’occhiello della giacca con scritto “Io non ho votato Silvio Berlusconi”. Qualcuno mi fece notare che non potevo portarla in aula perché avrei fatto politica in classe. Così, ogni mattina, prima di mettere piede a scuola, la toglievo, la riposavo nella tasca per rimetterla al suono della campanella. Non tolsi, invece, quella per l’acqua pubblica. Probabilmente i tempi sono cambiati visto che ora il segretario di un partito, il Pd, può entrare in una scuola, incontrare dei ragazzi, proporgli un comizio. Matteo Renzi, infatti, nei giorni scorsi, ha fatto tappa all’Istituto alberghiero De Cecco di Pescara dove è stato accolto dalla preside e dagli insegnanti oltre che dai parlamentari del Pd.

L’ex primo ministro che, giova ricordare, ora è solo un segretario di partito, ha fatto una lezione di retorica: “I quattro miliardi che abbiamo messo sull’edilizia scolastica vanno raddoppiati. Chiunque sarà il capo del Governo – ha detto Renzi secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro – chiunque sarà opposizione deve avere presente che con altri quattro miliardi non si risolvono tutti i problemi ma si dà un bel colpo, in particolar modo sull’efficientamento energetico, sulla sicurezza e sull’antisisma. I soldi spesi per la Scuola non sono mai somme buttate, ma investite”.

Il segretario ha raccontato la sua vita da genitore premuroso e attento. Ora, immaginate che domattina Matteo Salvini, Beppe Grillo o Silvio Berlusconi suoni il campanello della scuola in cui insegnate o in cui studiano i vostri figli. Che fate? Non gli aprite? Sono anche loro leader di partito. Non sono scesi da un treno,ma da un’auto, magari. Anche Berlusconi tra l’altro è stato presidente del Consiglio, potrebbe aver anche lui delle cose da dire. Perché Renzi sì e Grillo no?

Ma poi perché si dovrebbe ascoltare un leader di un partito a scuola? La cosiddetta “Buona Scuola” prevedeva anche l’ora di campagna elettorale? Non mi risulta. Perché una preside dovrebbe concedere al segretario del Partito Democratico o quello della Lega o il leader del Movimento5Stelle l’uso dei locali della scuola? La scuola ha il dovere di informare e di far conoscere ai ragazzi anche l’attività parlamentare (già in quinta alle elementari si studiano i tre poteri, le istituzioni del Paese), di aprire dibattiti sui temi che riguardano il nostro Paese senza mai fare delle nostre aule una sezione di partito. E’ compito degli insegnanti e dei genitori, attraverso gli organi collegiali, fare da cane da guardia affinché questo non avvenga. Nelle nostre scuole non ci servono lezioni di Renzi, ma semmai lezioni sulla nostra Costituzione.