Ad ogni ragazzina corrispondeva una categoria professionale: “l’ingegnere”, “l’avvocato”, “il medico”, in base alla quale i clienti venivano contattati e sceglievano, pagando per una prestazione dai 10 ai 100 euro. Funzionava come una sorta di vero e proprio listino, in base all’avvenenza e all’età, il giro di prostituzione minorile smantellato dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino che in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, firmate dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della procura, hanno arrestato tre persone ad Avellino e nei vicini comuni di Mercogliano e Lapio.

Le indagini sono andate avanti dal maggio 2016 al marzo 2017 r hanno permesso di appurare che uno degli arrestati, approfittando della gestione di un circolo ricreativo privato di Avellino convinceva promettendo denaro alcune delle ragazze studentesse minorenni che frequentavano circolo, dopo aver marinato la scuola, ad avere rapporti sessuali con lui e con gli altri due indagati. L’uomo le invogliava a dimostrarsi ‘disponibili alle avance’ sue e dei clienti e, una volta percepito il loro stato di bisogno economico e approfittando della loro fragilità emotiva connessa alla giovane età, le invogliava ad avere rapporti sessuali con lui ed in altre circostanze organizzava incontri tra le ragazze e gli altri due soggetti colpiti dal provvedimento, 85enne e 50enne entrambi della provincia di Avellino.

Gli incontri e le relative prestazioni sessuali avvenivano nel circolo, in un’area riservata alla quale solo il titolare ed i suoi ‘ospiti’ avevano accesso, sia in altri luoghi e magazzini. Il corrispettivo per le prestazioni variava da poche decine di euro fino a cifre più importanti, sebbene l’indagato principale promettesse alle ragazzine la possibilità di aumentare esponenzialmente i loro guadagli una volta che fossero diventate maggiormente disponibili, nonché a chiedere loro di portare al circolo altre coetanee da presentargli.

Sono dodici le ragazze coinvolte dieci delle quali minorenni. Tra i clienti individuati dai carabinieri, numerosi professionisti della città, le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti. Il blitz, scattato all’alba, ha preso spunto da indagini cominciate tra il maggio del 2016 e il marzo del 2017, che sono state poi supportate dalla denuncia di un fidanzatino delle ragazze coinvolte. “È stata scritta una pagina nera – ha commentato il Comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Massimo Cagnazzo, che ha illustrato i dettagli dell’operazione nel corso di una conferenza stampa – soprattutto perché riguarda ragazzine facilmente soggiogabili. L’appello è quello di denunciare sempre e comunque vicende di questo genere”.