Due giovani migranti nigeriani sono stati arrestati ad Ascoli Piceno con l’accusa di aver abusato di una ragazzina di 13 anni che frequentava uno dei due. I migranti – un 20enne e 21enne, entrambi ospiti dell’Oasi di Carpineto – sono stati fermati dalla polizia, come anticipato da Il Resto del Carlino, dopo la denuncia dei genitori della minorenne. Il fermo è stato poi convalidato dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Ascoli, Annalisa Giusti.

Secondo quanto si è appreso, la ragazza aveva una relazione con uno dei due ma la madre avrebbe intimato al giovane di non vedere più la figlia. Nonostante l’avvertimento, il migrante si sarebbe presentato a un nuovo appuntamento con l’adolescente nei giardinetti di viale De Gasperi, nel centro di Ascoli, accompagnato dall’amico e avrebbe convinto la fidanzata a sottostare a un rapporto sessuale anche con quest’ultimo. Poi, entrambi l’avrebbero minacciata di non raccontare nulla. La vittima, invece, si è confidata con la madre, ed è scattata la denuncia alla polizia.

Critico il sindaco di Ascoli Guido Castelli, che dopo aver appreso la notizia ha scritto al prefetto chiedendo la convocazione d’urgenza di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il primo cittadino – eletto con il centrodestra – chiede “un esame approfondito di tutte le iniziative di controllo e prevenzione da adottare nell’area in cui si è consumato il delitto e nelle zone limitrofe” perché in zona “si registrano concentrazioni e bivacchi di richiedenti asilo che vanno necessariamente monitorati” perché vi sarebbe stato “un aumento esponenziale del grado di insicurezza percepito”.

Nella lettera il sindaco ha anche chiesto al prefetto di ridurre significativamente il numero dei richiedenti asilo ospitati in città che, come è noto, vengono accolti sulla base di iniziative promosse dal ministero degli Interno: “Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un incremento che ha generato un senso diffuso di insicurezza tra le persone e dunque, dopo i gravi abusi consumatosi nei giardini pubblici – scrive Castelli – il sistema pubblico deve curarsi di alleggerire le tensioni che rischiano di turbare quella coesione sociale che ha sempre garantito la nostra città”.