Impugnazione dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio sull’Ilva e chiusura delle scuole nel quartiere Tamburi nei giorni in cui Arpa Puglia segnala il rischio che le polveri del parco minerali dell’acciaieria possano raggiungere il centro abitato. A iniziare quindi da mercoledì, quando sono previste altre ore critiche per la qualità dell’aria in città. Il Comune di Taranto adotta la linea dura dopo uno dei peggiori wind day – come vengono definite le giornate in cui il vento spira da nord ovest trascinando verso i rioni periferici le polveri del siderurgico – che il capoluogo jonico ricordi.

Il sindaco: “I ministri hanno visto le fotografie?”

Le immagini del cielo grigio a causa dei minerali dell’Ilva, postate da centinaia di cittadini sui social network, hanno scosso anche il sindaco Rinaldo Melucci, eletto lo scorso giugno con una coalizione di centrosinistra: “Immaginiamo che il ministro ed i suoi colleghi abbiano potuto visionare le fotografie dell’ultimo wind day a Taranto – ha scritto in una lunga nota il primo cittadino – Quello è il cuore della transizione e il nodo delle future relazioni tra il territorio e l’azienda”. Melucci annuncia che il Comune di Taranto “ha dato mandato ai propri uffici legali di impugnare nella sede competente il Dpcm dello scorso 29 settembre”. Con quel decreto, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aveva fissato i paletti del nuovo piano ambientale dell’Ilva, in procinto di passare alla cordata Am Investco composta da Arcelor Mittal e Gruppo Marcegaglia con il supporto di Banca Intesa.

Scuole chiuse nel rione Tamburi

Il primo cittadino non si limita a contestare il decreto di fine settembre. Per limitare i potenziali rischi della coltre scura di polvere, il sindaco ha convocato i vertici di Arpa e Asl così da “dare corso ad una revisione del protocollo previsto per i wind day” e ha disposto con un’ordinanza “la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado del quartiere Tamburi nei giorni segnalati dall’Arpa, quindi a cominciare dalla giornata di domani 25 ottobre”. La decisione drastica si aggiunge a quanto già previsto cautelativamente dalla Asl (finestre chiuse, no attività fisiche all’aperto e riduzione della mobilità con mezzi privati) e potrebbe potenzialmente ripetersi in ogni giornata ventosa da qui al 2023, anno in cui è prevista con certezza la conclusione dei lavori per la copertura dei parchi minerali. La chiusura delle scuole verrà accompagnata da “una campagna informativa ai cittadini maggiormente incisiva” e dalla “pulizia degli spazi cittadini a carico del soggetto inquinante nei giorni successivi all’evento”, come chiesto anche dal governatore Michele Emiliano, oltre che da “un ciclo di ispezioni straordinarie” per “verificare l’ottemperanza da parte delle industrie coinvolte dell’obbligo di contenimento della propria produzione e della maggiore filmatura (cioè l’abbattimento delle polveri ‘isolando’ i cumuli di minerale, nda) dei materiali in giacenza”.

Peacelink: “Nell’aria anche rifiuti speciali”

Tra questi ci sarebbero “non solo minerali, ma anche polveri di rifiuti speciali dello stabilimento Ilva stoccati nei parchi”. E’ ciò che sostiene Peacelink annunciando un esposto in procura che “potranno sottoscrivere tutti i cittadini di Taranto”. Quanto accaduto lunedì “è la prova – osserva l’associazione ambientalista – che Ilva continua a rappresentare un rischio sanitario inaccettabile e insostenibile per gli operai e i cittadini”.

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