Si era dimesso da relatore del disegno di legge sulla cannabis dopo lo stralcio della parte sulla legalizzazione. Ora, Daniele Farina (Sinistra Italiana-Possibile) ha attaccato alla Camera dei deputati nel giorno del primo via libera alla legge, limitata però al solo uso terapeutico: “Questa è un’occasione persa, un testo modesto”. E ancora: “Siamo in presenza di un gigantesco meccanismo criminale, che da decenni corrompe il Paese. Potevamo contrastare la criminalità organizzata, ma il Parlamento si è girato dall’altra parte. Una forma di concorso esterno: lo Stato paga i costi, la mafia incassa i proventi“.  Per poi ricordare come in Aula si “sia ascoltato di tutto”: “Argomenti ed emendamenti surreali: dall’erba del diavolo alla bomba chimica innescata“. 

Si ha però alla fine votato a favore del testo: “Voteremo a favore per un principio, la cannabis entra in Parlamento per la prima volta dalla porta della speranza. Ci sarebbe stata possibilità per soluzioni più avanzate. Ora non ci sono più alibi per ripetere questa discussione al Senato e approvare almeno questo“, ha spiegato Farina. I tempi a Palazzo Madama sono però a dir poco stretti. E con la legge elettorale prima, e poi quella di bilancio, fino a inizio dicembre non ci sarà più spazio per altro. Con lo scioglimento delle Camere e le urne, poi, già all’orizzonte.