Salesiani e BDSM, che perversione. È il Corriere della Sera a segnalare un convegno che si terrà nell’aula magna dell’Università di Venezia e che avrà in oggetto proprio le pratiche del sadomaso. Ad organizzare l’incontro “Bondage e masochismo, dominazione e sottomissione”, a cui parteciperanno esperti in psicologia, sessuologia e criminologia, è l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve). Infatti presso i Salesiani veneziani ci si può laureare in Psicologia, Pedagogia e Criminologia e, unico nel suo genere, si può acquisire ulteriori titoli accademici frequentando un master universitario di secondo livello per psicologi e medici dedicato alla Sessuologia. Al convegno dove si esploreranno tutte quelle pratiche erotiche orientate sulla dominazione e sottomissione del partner, la porta è comunque aperta anche ai curiosi, perfino ai credenti, salesiani o meno.

“Il convegno intende approfondire il tema delle perversioni sessuali, nello specifico delle pratiche di bondage e di sadomasochismo che rientrano nell’acronimo BDSM – si spiega sul sito dello Iusve. “Tali tematiche sono state recentemente oggetto di grande attenzione mediatica, ma vengono spesso affrontate con chiavi di lettura parziali o superficiali, le quali fanno spesso leva sulla pornografica morbosità degli ascoltatori”. Si inizierà così con “Parafilie, inquadramento e criteri diagnostici”, “Lettura in chiave psicodinamica delle perversioni”, “Capire” il BDSM”, “Sessualità alternativa: la prospettiva dei praticanti”. Poi, dopo la pausa pranzo si analizzeranno gli “aspetti medico-legali dei giochi erotici non convenzionali” con la dottoressa Silvia Boni e si passerà a “Parafilie e pericolosità sociale: riflessioni de iure condendo”, con relatori Marco Monzani e Valentina Bandiera. L’obiettivo comunque è quello di “non patologizzare tout court tali pratiche, focalizzandosi sul benessere sessuale dell’individuo e della coppia”.

A tal proposito il Corriere riporta le parole del direttore del master in Sessuologia, Salvo Capodieci: “Alcuni esempi sono l’interesse intenso e persistente verso lo sculacciare, fustigare, tagliare, legare o strangolare un’altra persona ma ci sono interessi persistenti per animali, cose inanimate come le scarpe o oggetti di gomma. Fantasie e pratiche di questo tipo non possono essere considerati, dice il Manuale, disturbi: l’asticella che divide la normalità dalla perversione si sposta sempre più in basso e risulta difficile stabilire una demarcazione tra condotte ritenute accettabili o normali e quelle che non lo sono”. Infine, per chi ancora non ha compreso l’intreccio ardito tra BDSM e istituto salesiano, Nicola Giacopini, direttore del dipartimento di Psicologia, taglia corto proprio sul sito web nella presentazione del corso: “L’interesse scientifico per il tema risponde ai bisogni formativi di professionisti e alla necessità di una riflessione antropologica seria e profonda. Il tema rispecchia la mission universitaria di servizio a una visione integrale ed etica della persona considerata in tutte le sue dimensioni fondanti: psiche, corpo, mente, relazioni familiari e dinamiche sociali”.