Renzi? La sua narrazione è ferma a quella di 2-3 anni fa. E’ come se lo avessero ibernato e messo in pausa e poi l’avessero scongelato e rimesso in play”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sul segretario Pd e sul suo ultimo intervento alla festa dell’Unità di Imola. Ospite di Dimartedì (La7), il giornalista commenta: “Ha ricominciato a dire le stesse cose, dalle riforme ai populisti. Se non cambia in fretta la sua narrazione, credo che contribuirà all’annoiamento del suo elettorato, che è già abbastanza annoiato. Il fatto che Renzi attacchi i populisti e tra i populisti attacchi il M5S e Salvini nasconde una grossa dimenticanza” – continua – “il più grande populista della storia d’Italia negli ultimi 70 anni è Silvio Berlusconi. Perché Renzi non lo indica mai tra i populisti? Berlusconi è diventato un europeista? O è diventato un moderato? Oppure è uno che ci deve salvare dai populisti, cioè da se stesso? Questa battaglia selettiva contro i populisti che risparmia sempre Berlusconi mi fa pensare che i due siano già d’accordo per la prossima legislatura e che Renzi si stia tenendo buono l’ex Cavaliere”. Sulla nuova legge elettorale, Travaglio osserva: “L’hanno chiamata Rosatellum, sembra il nome di un liquore. E infatti credo che il tasso alcolico di chi l’ha proposto deve essere notevole”

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