Vladimir Putin mette il proprio sigillo sul vertice dei Paesi Brics in programma in Cina dal 3 al 5 settembre. La situazione in Corea del Nord è sull’orlo di “un conflitto di vasta scala” a causa della tensione provocata dai test missilistici di Pyongyang, avverte il presidente russo in un articolo che sarà pubblicato nei principali media in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica in occasione del summit in calendario nella città di Xiamen. In questo contesto “le provocazioni, la pressione e la retorica insultante sono un percorso che non porta da nessuna parte”, scrive il leader del Cremlino, in riferimento alle modalità scelte per gestire la crisi scelte dagli Stati Uniti.

Putin, che a Xiamen avrà un incontro bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping, lancia quindi un appello ai leader dei Paesi dell’area: “Per la Russia l’idea che i programmi missilistici-nucleari nordcoreani possano essere bloccati dalla sola pressione su Pyongyang è un errore e non ha futuro: i problemi della regione devono essere affrontati attraverso un dialogo che coinvolga tutte le parti senza precondizioni”.

L’escalation di tensione nell’area è da tempo al centro delle preoccupazioni delle diplomazie. Anche il 29 agosto la rappresentanza russa aveva criticato l’atteggiamento di Donald Trump. Quel giorno l’ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vassily Nebenzia, aveva criticato la dichiarazione del capo della Casa Bianca secondo cui “tutte le opzioni sono sul tavolo” dopo l’ultimo lancio del missile che aveva sorvolato il Giappone, è “preoccupante, perché la tensione è alta”, aveva detto il diplomatico prima della riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza.

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