Battibecco vivace a In Onda Estate (La7) tra uno dei conduttori, David Parenzo, e il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. L’argomento del dibattito in studio verte sull’apologia del fascismo, intorno alla quale si esprime anche l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, ospite della trasmissione. Sallusti sottolinea: “L’opinione fascista non è reato, il voler trasformarla in un reato è un atto assolutamente illiberale. È reato invece costituire il partito fascista. Allo stato attuale, c’è sicuramente la nostalgia per l’uomo forte che non è che rimanda al fascismo. Può esserci la nostalgia per una efficienza che in una parte della sua storia il fascismo ha messo in campo. E’ vero che ha fatto cose terribili, ma ha fatto anche le pensioni e gli asili, ha tutelato le donne“. Parenzo non riesce a trattenere un sorriso sardonico e replica: “Mi viene in mente una vecchia battuta di Benigni. Lui diceva che era arrivato a casa l’idraulico: aveva fatto di tutto con la moglie e aveva distrutto la casa, però aveva realizzato un bell’impianto idraulico”. Piccata la risposta di Sallusti: “La battuta di Benigni va applicata non solo al nazifascimo, ma anche al comunismo. L’idraulico è anche il comunista. Se vogliamo, dal punto di vista numerico, il comunismo ha fatto molti più orrori rispetto al nazifascismo. Ma nessuno si sogna di mettere all’indice l’ideologia comunista. E questa è un’anomalia e anche un’ipocrisia”. “Qui stiamo parlando dell’Italia” – ribatte Parenzo – “La Costituzione reca anche la firma di Palmiro Togliatti“. “Ho capito” – controbatte il direttore de Il Giornale – “Se il comunismo ha trucidato qualche milione di persone fuori dai confini italiani, può anche non fregarcene nulla. Alcuni uomini, come Giampaolo Pansa, hanno avuto il coraggio di riscrivere la storia che ci hanno insegnato. E non è venuta fuori una storia particolarmente edificante”. Interviene anche Violante, che spiega: “Noi siamo liberi grazie alla lotta contro il fascismo. Altri Paesi vengono da una liberazione dal regime sovietico e nelle loro leggi oggi viene condannata l’apologia del comunismo. Ma questo dipende dalla storia delle nazioni. Non si possono mettere sullo stesso piano cose che nella storia dei singoli Paesi hanno valori ed effetti diversi”. La discussione poi si sposta sui monumenti fascisti, come l’obelisco del Foro Italico, monumento celebrativo di Benito Mussolini issato nel 1932 a Roma. Per Violante la colonna va lasciata, ma va scalpellata la scritta “Dux”: “In nessuna città tedesca troverete una scritta del tipo: “Hitler Führer”. Va benissimo il simbolo architettonico dell’obelisco, ma quella scritta adesso non ha più nessun senso”. Non è d’accordo Sallusti: “Il paragone con la Germania non regge per un fatto tecnico, perché Berlino fu rasa al suolo. Ecco perché non c’è nessuna scritta che inneggia al nazismo e a Hitler. Per fortuna Roma, invece, non è stata rasa al suolo. Del resto, oggi vengono da tutto il mondo a visitare la casa di Nerone”. “Sì, ma non è Nerone che ha dato fuoco a Roma”, commenta il giornalista Andrea Purgatori, il quale esprime angoscia per l’obelisco. Sallusti replica: “Anche a me mette un certo imbarazzo passare per via Stalingrado, qui, fuori Milano“. “E perché?”, chiede Parenzo, ridendo. “Beh, si tratta di una via intitolata alla città dedicata al più grande boia del secolo scorso“, risponde il giornalista. In realtà, Stalingrado oggi non è più il nome di una città (che si chiama Volgograd) e quella via si riferisce alla battaglia del ’42-43 con cui i russi sconfissero la sesta armata del generale nazista Von Paulus, nel corso della Seconda Guerra Mondiale

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