La dura legge del Galibier complica terribilmente i sogni in giallo di Fabio Aru. Il leader del Tour de France Chris Froome (Sky) supera il terribile esame della 17/a tappa, la La Mure – Serre Chevalier di 183 km. Giornata di sofferenza invece per il sardo della Astana che scivola giù dal podio. Il successo di tappa, seguita a bordo dall’ammiraglia dal presidente francese Emmanuel Macron, è andato allo sloveno Primoz Roglic (Slo/LottoNL-Jumbo), capace di imporsi per distacco, dopo la fuga e l’attacco sul Galibier, e di regalare al suo paese la prima vittoria nella storia della Grande Boucle. A 1’13” il gruppetto formato da Rigoberto Uran (Cannondale-Drapac), Froome e i francesi Romain Bardet (AG2R La Mondiale) e Warren Barguil (Team Sunweb). Sesto, a 1’16”, lo spagnolo Mikel Landa (Team Sky). 31″ sono invece i secondi di distacco di Aru, che sulla vetta del Galibier non riesce a tenere il passo dei migliori. La classifica vede il campione in carica del Tour al comando con 27″ su Uran e Bardet e 53″ sul ‘tamburino sardò. Ed ora per l’azzurro dell’Astana si fa davvero dura. “Oggi ho perso e non posso essere contento, ma il Tour finisce domenica”, il primo commento a caldo. “Non è stata una giornata positiva ma questo è il ciclismo. Bisogna accettare le giornate in cui si perde qualcosa”. “L’attacco in salita? Eravamo ad una certa quota, mi sono ritrovato con energie per non rispondere, ma è così. Sicuramente la tappa di ieri è stata dura, oggi anche e domani sarà altrettanto. Ho perso rispetto ai miei rivali diretti e questo non mi può far piacere, ma bisogna accettare anche quando si perde”. La certezza è che se Aru vuole puntare al trono di Parigi dovrà dare subito una risposta ed andare all’attacco.

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