“Nessuno è profeta in patria” dicevano gli antichi e sembra essere così anche a Genova, dove il Movimento 5 Stelle alle amministrative perde 9 punti percentuali rispetto alle Regionali del 2015 nella città del leader Beppe Grillo. E nonostante il fondatore cerchi di ridimensionare la sconfitta, a oltre 12 ore dalla chiusura delle urne nessuno dello staff  si è presentato davanti alla stampa per commentare il risultato. L’aspirante sindaco Luca Pirondini prima ha convocato una conferenza stampa (a mezzogiorno presso il point elettorale) per poi annullarla a un’ora dall’inizio. In attesa di commenti ufficiali, abbiamo chiesto ai cittadini genovesi di provare un’analisi della sconfitta “È colpa del nostro concittadino” ripetono in molti, che contestano al leader di Sant’Ilario di aver eccessivamente accentrato la gestione del Movimento “ma anche il governo di Roma, la fuoriuscita di Putti e la defenestrazione della Cassimatis, la legge elettorale…”. Anche a Sant’Ilario, dall’abitazione di Grillo non si muove una foglia. “Ora capiamo perché ieri è andato al seggio con il casco in testa” sdrammatizzano al bar.

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