Democrazia dei clic” versus “democrazia delle schede di carta“. Beppe Grillo torna a scrivere sul suo blog nel giorno delle primarie del Pd. E lo fa per replicare alle tante dichiarazioni dei big dem – soprattutto renziani – che esaltano la “democrazia del voto al seggio” contro le elezioni sul web tipiche del Movimento 5 Stelle.

“La democrazia non è questione di clic, di code ai seggi, di alzate di mano o di schede su cui segnare una croce. La democrazia è questione di consentire a tutti i cittadini di informarsi, di esprimere la propria opinione e di rendere effettiva la decisione collettiva. Come questo debba essere fatto: se online, ai seggi o tramite alzata di mano è un problema strumentale. Grazie alla tecnologia oggi è possibile votare online, un sistema molto più comodo rispetto a quello dei seggi fisici. È completamente insensata la polemica sulla democrazia dei clic che sarebbe inferiore alla democrazia delle schede di carta di cui si fanno promotori il Pd, gli altri partiti del ‘900 e tutti i giornaloni. Nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro e anche un po’ feticista“, è l’incipit del post scritto dal leader pentastellato.

Nel giorno in cui il Partito democratico elegge il suo nuovo segretario, infatti, sono diversi gli esponenti dem che hanno twittato foto e post dai seggi elettorali, tirando in ballo il metodo di selezione online del M5s. “Altro che clic. Questa è Democrazia. Avanti, insieme”, scrive il deputato Emanuele Fiano. “Questi non sono click.. questa è la democrazia. Questo è il Pd”, gli fa eco la renziana Lorenza Bonaccorsi. “Piazza Politeama Palermo già in fila la democrazia con la matita in mano e non al computer con il mouse”, è invece il tweet del sottosegretario Davide Faraone.

“Per dare un minimo di senso alle loro primarie a pagamento le mettono a paragone con il Movimento 5 Stelle . Scagliarsi contro la democrazia dei clic – scrive quindi Grillo sul blog –  è come protestare contro il bonifico dei clic e rimpiangere i tempi in cui dovevi fare la fila in banca per pagare l’affitto o mandare soldi ai tuoi figli, o come prendersela con l’e-commerce perché andare fisicamente in un negozio sarebbe meglio per fare un acquisto. Ma dove vivono? Per loro offrire ai cittadini la possibilità di avere un servizio online sarebbe ideologicamente sbagliato perché cosi com’è è più giusto. Forse è per questo che non è stato fatto nessun passo in avanti per semplificare la burocrazia”.

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