Altro che congedo di paternità di 15 giorni, come aveva auspicato il presidente dell’Inps Tito Boeri. Quest’anno i neo papà, dopo la nascita del bambino, potranno restare a casa solo due giorni. Infatti la sperimentazione – prevista dalla legge di Stabilità per il 2016 – che aveva esteso il congedo a quattro giorni di cui due facoltativi è già finita. A chiarirlo è stata proprio l’istituto nazionale di previdenza, che rispondendo a una richiesta del patronato Inca della Cgil ha spiegato, come riporta La Stampa, che “la misura non è stata prorogata” per cui “si ferma ai soli figli /e nati , adottati o in affidamento nel 2016”. Chi ha avuto un bimbo nel 2016 ha potuto comunque fruire comunque del permesso di 4 giorni anche quest’anno entro il termine di 5 mesi dall’arrivo del piccolo.

Va detto però che dal 2018 il congedo di 4 giorni dovrebbe diventare stabile, perché così prevedeva la manovra di due anni fa e il Piano nazionale di riforma allegato al Documento di economia e finanza lo ribadisce. Sempre dal 2018, poi, i giorni saranno “elevabili a 5“, sempre in sostituzione della madre. La fruizione del congedo facoltativo nel 2016 era infatti condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo obbligatorio di maternità, anticipando quindi il termine finale del congedo post-partum per un numero di giorni pari a quelli fruiti dal padre.

Era però fruibile dal padre anche contemporaneamente all’astensione della madre e spettava anche nei casi in cui la madre, pur avendone diritto, decidesse di non avvalersi del congedo di maternità.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotdiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

‘Madri clandestine’, dalla Siria a Genova per cantare il coraggio delle donne

next
Articolo Successivo

Migranti, maxi sbarco nel porto di Vibo Valentia: arrivata nave con 1600 persone

next