Scontri e tra polizia e manifestanti davanti al cantiere Tap in località San Basilio, in provincia di Lecce, dopo il via libera del ministero dell’Ambiente alla rimozione di oltre 200 ulivi sul tracciato del gasdotto. Una cinquantina di attivisti, studenti, docenti e Comitati NoTap, dopo essere stati caricati per due volte dagli agenti, sono stati colti da malore e circondati da un cordone di polizia.

Le cariche hanno provocato alcuni contusi: due persone si trovano per terra e vengono soccorse da altri manifestanti. Un uomo di 65 anni, Ippazio Luceri, è stato colto da malore e soccorso dai sanitari giunti con un’ambulanza. L’uomo, in sciopero della fame da una settimana, è uno degli attivisti in prima linea nella protesta contro l’eradicazione degli ulivi.

I manifestanti in totale sono circa 300 e hanno creato un “corridoio” che va dai cancelli del cantiere presidiati dalle forze dell’ordine fino alla strada. In mattinata hanno bloccato l’ingresso che è stato successivamente forzato dalla polizia. Gli agenti hanno chiuso ogni accesso, impedendo anche il transito a piedi e più tardi i manifestanti, seduti davanti ai cancelli, sono stati spostati con la forza.  

Alla fine, dunque, cinque camion, su ciascuno dei quali erano stati caricati due ulivi appena sradicati, sono usciti dal cantiere in cui Tap costruirà il microtunnel del metanodotto. I camion sono stati scortati da mezzi delle forze di polizia. L’uscita dei mezzi è stata accompagnata dai fischi dei manifestanti. Un elicottero della polizia sta sorvolando la zona.

A comunicare la rimozione delle piante è stata la prefettura di Lecce che lo scorso 22 marzo aveva chiesto al Ministero di chiarire alcuni aspetti in seguito ad un incontro col sindaco di Melendugno e con altri sindaci della provincia. Per il Ministero “sono soddisfatte le condizioni della prescrizione ‘A 44’ per la porzione di progetto esaminata”. Per l’attività di espianto degli ulivi la nota evidenzia che “si ribadisce ancora quanto già rappresentato il 17 marzo scorso e che le attività di espianto asseriscono alla fase dei lavori convenzionalmente indicata come fase ‘0’”. Tap ha annunciato di essere pronta a riprendere già da oggi l’espianto degli ulivi. Finora quelli espiantati e piantumati momentaneamente nel sito di stoccaggio di masseria del Capitano sono 33.

Ieri il Consiglio di Stato ha dato il via libera alla realizzazione del Tap e ha respinto gli appelli proposti dalla Regione Puglia e dal Consiglio comunale di Melendugno, il Consiglio di Stato ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione Via avesse vagliato tutte le problematiche naturalistiche. Riconosciuto anche l’avvenuto rispetto del principio di leale collaborazione tra poteri dello Stato. Adesso, invece, il comitato No Tap sta valutando di impugnare al Tar la nota ministeriale del 15 marzo che ha dato il via libera all’espianto degli ulivi. 

“La sentenza di ieri – spiega l’avvocato Mario Tagliaferro – chiude la questione legata alla Via, la valutazione di impatto ambientale. A questo punto noi monitoreremo tutto l’iter di applicazione delle 58 prescrizioni connesse alla Via. E in questo quadro stiamo valutando di impugnare la nota ministeriale”. Al centro della possibile, nuova vertenza c’è proprio “la prescrizione A44 sull’espianto degli ulivi, iniziato lunedì. La Regione ritiene che la prescrizione sia ottemperata solo parzialmente. E se l’espianto è iniziato, non è per esempio stato definito dove vadano ricollocati gli alberi. A questo si aggiunge un problema di competenza, perché a nostro avviso il ministero ha prima delegato la Regione e poi ha di fatto espropriato questa competenza, in maniera non motivata e andando per fatti concludenti. Ed è su questo che faremo leva”.

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