Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti insiste: il problema non c’è. Non è vero che di qui a fine anno i voucher acquistati entro il 17 marzo potranno essere usati senza alcun limite economico e senza rischiare sanzioni in caso di abuso, come sostengono i consulenti del lavoro. L’utilizzo “dovrà essere effettuato nel rispetto delle norme previgenti“. Ma il resto del decreto di abrogazione varato dal governo in tutta fretta dal governo per disinnescare la mina referendum non lo dice. E, come ha fatto notare durante il question time alla Camera il capogruppo della Lega Nord Roberto Simonetti, “una nota del ministero” come quella diffusa martedì nel pieno delle polemiche “non può sostituire una legge”.

Di conseguenza, oggi come oggi l’uso dei buoni lavoro non è soggetto in effetti ad alcun paletto visto che il decreto si è limitato a cancellare tout court i tre articoli del Jobs Act che avevano recepito le norme sui voucher, compreso il tetto annuale ai compensi percepibili per questa via e l’obbligo di segnalare l’attivazione con almeno un’ora di preavviso. “Il governo non ha neanche emesso una circolare per regolamentare questo ultimo periodo dei ticket. Risultato? Si legalizza il lavoro nero perché, di fatto, l’ispettore che troverà un’irregolarità non avrà alcuna norma in mano per emettere la sanzione”, ha rincarato Simonetti.

Eppure Poletti continua a sostenere che “non si è determinata, a seguito del decreto legge, una situazione che possa portare all’attivazione di ticket incontrollati e alla legalizzazione del sommerso”. In realtà ora sarà necessario un intervento in sede di passaggio alle Camere per la conversione del decreto in legge: un emendamento dovrà specificare che nella fase transitoria restano in vigore limiti, obblighi e multe fino a 2.400 euro per chi non è in regola. Intanto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha avvertito che se nel passaggio parlamentare ci saranno modifiche “si riapre il tema” perché “cambia il segno della scelta fatta”.

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