Lunedì 27 febbraio un paio di milioni di spettatori si sono messi davanti al televisore solo per non perdersi la nuova avventura di Montalbano. Che in tutto di spettatori ne ha radunati oltre dieci milioni. E andremmo aggiunti anche noi, impegnati quella sera al cinema a commuoverci con Manchester by the sea, abbiamo comunque predisposto la registrazione. Perché oltre al cinema “umano” che, guarda un po’, arriva dallo show business, apprezziamo le diverse versioni della commedia all’italiana, che dantescamente divina certo non è, ma di sicuro appartiene all’utopismo cinico dei conterranei di Machiavelli e Ariosto.

Gli spettatori si sono affrettati su Rai Uno ancor prima dell’avvio della puntata (Nido di vipere), così da regalare un ascolto extra (share dal 15% di lunedì 20 a 19% di lunedì 27) anche agli stanchissimi pacchi che implacabilmente e da oltre un decennio, fanno da cuscinetto fra la fine del TG e il programma principale di RaiUno. Oltre a determinare e sfruttare l’ampliamento della platea serale, Montalbano ha risucchiato spettatori tutto intorno, compresa l’inchiesta di PresaDiretta. Mentre chi non ha perso nulla, anzi ha perfino un po’ aumentato rispetto al precedente lunedì, è stata la kermesse trumpiana di Quinta Colonna, a tutti gli effetti l’altra vincitrice della serata.

Il tutto grazie a due platee diversissime, e non solo per le dimensioni. Gli spettatori del commissario siciliano e quelli del parroco di Cologno Monzese sono infatti di tipi radicalmente diversi.
Se guardiamo, ad esempio, ai titoli di studi, Montalbano, rispetto a uno share complessiv0 del 40,22% (fra le 21.30 e le 23.30) arriva fra i laureati al 54% e fra i diplomati al 44%. Del Debbio per contro, rispetto a un complessivo share del 3,8% balza al 10,4% fra chi si è fermato alla scuola elementare e finisce invece sotto media in tutti i livelli successivi.

E poiché il nostro è stato un paese in cui le “classi umili” sono state a lungo tenute fuori dalla scuola (in pratica fino agli anni ’60) il basso livello di istruzione si incrocia con l’età avanzata, sicché fra gli ultra sessantacinquenni Del Debbio miete oltre la media (conquistando l’8%) mentre tende al rasoterra mano a mano che l’età decresce. Ma gli “altri” anziani, forse quelli che al tempo loro più poterono studiare, sono per Montalbano con share che nel caso delle femmine arrivano a sfiorare il 60% (ma qui conta anche il sex appeal di Zingaretti e la passione muliebre per i labirinti in giallo).

Due platee che si danno le spalle in tv. Ma che, acciacchi d’età permettendo, sembrerebbero destinate a venire alle mani – si fa per dire – nel Paese. Per chi fa i palinsesti tanta divergenza è una risorsa; per la politica una tentazione; per il Paese un pericolo.

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