Piatto ricco per la famiglia Agnelli. La Ferrari ha chiuso il 2016 con 400 milioni di utile netto, il 38% in più del 2015, e il primo azionista, la cassaforte Exor (trasferita in Olanda come Fiat Chrysler e il Cavallino rampante), incasserà una cedola di oltre 27 milioni di euro. Il cda della casa di Maranello ha infatti proposto la distribuzione di un dividendo di 0,635 per azione ordinaria, per un totale di 120 milioni. Le consegne totali hanno raggiunto le 8.014 unità, 350 in più rispetto al 2015, per 3,1 miliardi di ricavi netti. L’indebitamento industriale netto si è attestato a 653 milioni a fronte dei 797 di fine 2015.

Durante la conferenza telefonica con gli analisti dopo la presentazione dei conti Sergio Marchionne, presidente e ad di Ferrari oltre che numero uno di Fca, ha detto che il Cavallino ha “l’intenzione di estendere” il portafoglio di vetture, ma “faccio fatica a immaginare le performance stile Ferrari di un Suv“. “Dobbiamo essere cauti, non dobbiamo bastardizzare il marchio”, ha chiarito. Nonostante questo “vedrete nei prossimi due-tre anni, nella gamma Ferrari, prodotti che oggi non ci sono, ma agiremo con prudenza, senza snaturare il brand”. Poi ha confermato l’interesse ad acquisire una quota della nuova società responsabile della gestione della Formula 1: “Stiamo esplorando l’opportunità ora”, “ne stiamo parlando con Liberty Media”, nuovi proprietari del Circus.

Il titolo ha chiuso la seduta a Piazza Affari in rialzo del 3,73%, al massimo storico di 59,75 euro, ed è in progresso anche a Wall Street dove è quotata dall’ottobre 2015, dopo la separazione da Fca.

 

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