Finiscono per competenza territoriale a Roma, sul tavolo del Procuratore Giuseppe Pignatone, le carte dei pm di Napoli sull’indagine a carico del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, rivelata oggi da Il Fatto Quotidiano. Intanto è stato rimosso dal suo incarico un secondo protagonista della vicenda, Marco Gasparri, dirigente di Consip, la centrale unica degli acquisti della pubblica amministrazione, indagato con l’accusa di aver favorito le società riconducibili all’imprenditore Alfredo Romeo in cambio di somme di denaro versate in contanti dallo stesso Romeo. Un filone di inchiesta, quest’ultimo, che invece resta a Napoli, ai pm Henry John Woodcock, Enrica Parascandolo e Celeste Carrano.

Sono stati i pm partenopei a procedere all’iscrizione nel registro degli indagati del numero uno dell’Arma, per favoreggiamento e rivelazione del segreto nell’ambito di un’inchiesta nelle cui carte compaiono (non indagati) il padre di Matteo Renzi e altri personaggi vicini al “Giglio magico” dell’ex presidente del Consiglio. Il coinvolgimento di Del Sette è avvenuto in seguito a dichiarazioni rese ai pm dall’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni. Ora tocca ai pm romani continuare gli accertamenti sull’alto ufficiale e deciderne l’esito.

Quanto alla rimozione di Gasparri, Consip fa sapere che “attende fiduciosa gli sviluppi” delle indagini. In un comunicato sottolinea che “il 21 dicembre, appena avuta notizia del procedimento, al fine di tutelare l’immagine e la reputazione della Consip, si è definito – anche in condivisione con l’architetto Marco Gasparri – di modificare l’assetto delle responsabilità organizzative prevedendo il suo collocamento su progettualità trasversali”.

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