Babbo Natale dovrà accontentarsi di far trainare la sua slitta da renne più piccole e decisamente più magre. Conseguenza del cambiamento climatico che nella parte più settentrionale della Norvegia significa meno neve e più piogge. Ma la pioggia ghiaccia e rende più complicato per gli animali cibarsi di muschi e licheni. Un effetto che gli studiosi hanno registrato monitorando una media di 135 animali l’anno, dal 1994 al 2015, nell’arcipelago delle Svalbard, nel Mar Glaciale Artico. Rilevando una diminuzione della massa corporea del 12%, che ha finito per influire sulla taglia dei nuovi nati. Il paradosso? La speranza è riposta in un ulteriore innalzamento delle temperature, che accorciando l’inverno limiterebbe il periodo in cui il cibo è coperto dal ghiaccio, attualmente di ben otto mesi

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