Una tegola sta per arrivare dall’Europa sul settore delle energie rinnovabili, proprio all’indomani dell’entrata in vigore dell’accordo Cop21 di Parigi per limitare il riscaldamento globale. La Commissione Ue starebbe per abolire, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, la priorità di dispacciamento per l’energia rinnovabile. Questo vuol dire che le fonti green non avranno più la possibilità di essere immesse per prime nella rete elettrica, come avviene ora. Insomma, “un ulteriore colpo di coda del settore fossile per uccidere le rinnovabili”, sostengono le associazioni di categoria.

L’indiscrezione è stata diffusa qualche giorno fa dal quotidiano britannico The Guardian e ora iniziano a circolare le bozze con i dettagli. In sostanza, secondo le intenzioni di Bruxelles, gli Stati membri potranno concedere la priorità di dispacciamento soltanto ai nuovi impianti rinnovabili o di cogenerazione ad alta efficienza con potenza inferiore a 500 kW (250 kW dal 2026) e ai progetti dimostrativi di tecnologie innovative. Potranno continuare a godere della priorità anche gli impianti che già ne usufruiscono prima dell’entrata in vigore della direttiva, ma il beneficio decadrà in caso di rifacimenti o potenziamenti che comportino un nuovo accordo di connessione. In ogni caso, se in un Paese gli impianti che godono della priorità superano il 15% della capacità installata totale non potrà più essere concesso il beneficio ad ulteriori impianti.

Gli Stati potranno mantenere la priorità di dispacciamento solo a patto di dimostrare alla Commissione europea che non è possibile eliminarla senza mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi Ue per le rinnovabili e l’efficienza. Questo vale in particolar modo se ciò avviene a causa del cattivo funzionamento dei mercati di breve termine. Bruxelles stabilisce infine che la priorità non dovrà in nessun caso minacciare la sicurezza del sistema elettrico. Inoltre, sostiene Bruxelles, non potrà essere portata come giustificazione per interruzioni delle capacità transfrontaliere e dovrà essere basata su criteri trasparenti e non discriminatori.

Come detto, le novità sono inserite nella direttiva che riforma il mercato elettrico europeo, attesa per fine anno. Fino ad allora tutto può ancora cambiare e comunque bisognerà vedere come le nuove norme verranno recepite a livello nazionale. Nel frattempo però il mondo delle rinnovabili è in allarme. La priorità di dispacciamento era infatti un volàno per le energie green: primo perché garantisce una certa redditività a chi investe in questo settore, poi perché, al contrario delle fonti fossili, quelle rinnovabili non sono programmabili e quindi hanno maggior bisogno di aiuti per renderle adattabili ai consumi.

“L’eliminazione della priorità del dispacciamento sarebbe un ulteriore colpo al settore delle rinnovabili e renderebbe vani tutti gli sforzi passati e presenti per la lotta al cambiamento climatico, mettendo in seria difficoltà il settore delle energie rinnovabili, che sulla base di questa norma ha modulato i propri investimenti”, commenta Anev, l’Associazione nazionale dell’energia eolica. Che fa anche notare come una mossa simile sarebbe in totale contraddizione con tutte le recenti politiche e dichiarazioni dell’Unione Europea contro i cambiamenti climatici: dalla Cop21 di Parigi alle dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che dice di volere l’Europa come leader mondiale nella lotta al riscaldamento terrestre.

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