Facciamo una premessa.
Togliamoci tutti la maglietta della nostra squadra e i nostri preconcetti.
Proviamoci.
Bene, se ci siamo riusciti, proviamo ad immaginare come la nostra opinione politica debba formarsi.
Se siamo onesti con noi stessi, liberi da preconcetti, dovremmo ascoltare varie tesi a confronto e poi decidere con la nostra testa chi ha per noi ragione o si avvicini alle nostre idee.
Se su questo siamo d’accordo, allora per il referendum costituzionale dovrebbe valere la stessa cosa.
Quindi, come accade in una vera democrazia, i leader dei partiti devono confrontarsi ed esprimere i loro ragionamenti e le loro argomentazioni.
Questo è un concetto basilare e chiaro.
Dunque, alla luce di questo, perché Beppe Grillo non accetta il confronto con Matteo Renzi?
Che male c’è a confrontarsi senza insulti e senza bugie sulla vera entità della riforma costituzionale?
Si leggono gli articoli della Costituzione attuale e si leggono gli articoli modificati.
Semplice.
Un bel confronto sul merito della Riforma, senza divagare e senza usare slogan e falsità.
Perché ammettiamolo, alcuni sostenitori del NO attribuiscono a questa riforma elementi inesistenti.
Legga gli articoli un conduttore scelto ed imparziale e poi vengano spiegati dai due leader.
Questo dovrebbe essere.
Dovrebbe essere semplice ed efficace.
Perché scappare?
Perché Grillo vuole essere il capo di un Movimento (ormai partito) ma non ha mai accettato un confronto?
Non possiamo di certo accettare le motivazioni di Beppe Grillo scritte nel suo blog.
Cosa vuol dire vieni in Piazza?
Facile demagogia.
Buttarla in rissa serve solo a chi non vuole ragionare e non vuole essere contraddetto e non vuole essere smentito.
Non ha senso dire abbiamo Di Maio, si confronti con lui.
Di Maio non è il leader dei 5 Stelle, è uno dei tanti. Così stando al caro principio del Movimento, uno vale uno.
Il capo dei 5 Stelle dovrebbe essere Grillo o forse Casaleggio junior?
Stando a quanto sempre visto sino a oggi Grillo è colui che ci ha messo nome e faccia.
Per cui lui è il leader.
E lo ha dimostrato.
Sulla questione talkshow l’argomento ormai è superato.
Prima i grillini avevano il divieto assoluto di partecipare, ora sono i più grandi frequentatori.
Bene, ora tocca a Grillo.
Esca dal blog, esca dal suo ruolo di comico, scenda dal suo comodo e facile palco e si confronti.
Provi ad essere serio per una volta.
Vuole il bene del Paese?
Parli a un confronto televisivo contro Renzi ed esponga civilmente i suoi pensieri.
Dica perché gli italiani dovrebbero votare No al referendum.
Provi a dirlo senza denigrare e senza battute.
Entri nel merito se riesce.
Altrimenti tutto il resto è una semplice scusa e paura.
Altrimenti non si vuole il bene del Paese, si vuole solo il caos per distruggere tutto e andare al potere.
E le conseguenze delle città (poche) governate dai grillini le abbiamo viste.
Roma in primis.
Insomma caro Beppe, se sei un uomo vero e non un semplice giullare usato e manovrato da poteri occulti per governare il dissenso esci dal blog. Scendi dal palco e confrontati come tutti i leader del mondo.
Diversamente darai conferma di aver paura di un serio dibattito.
O semplicemente da comico, quale sei, hai paura di non fare più ridere.

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