Due indagini aperte dall’Antitrust per capire se Whatsapp abbia “costretto” i suoi utenti a condividere i propri dati su Facebook. Dopo le richieste inoltrate dal Garante della Privacy anche l’autorità della concorrenza e del mercato avvia due procedimenti istruttori per presunte violazioni.

Il sospetto è che la società americana “abbia di fatto costretto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi termini contrattuali, in particolare la condivisione dei propri dati personali con Facebook, facendo loro credere, con un messaggio visibile all’apertura dell’applicazione, che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione medesima”.

Per l’Antitrust, poi, l’effetto di “condizionamento” sarebbe stato rafforzato dalla spuntatura già presente sull’opzione Facebook in una schermata di secondo livello alla quale l’utente accedeva dal messaggio principale attraverso un link.

Un secondo provvedimento, invece, è diretto ad accertare “la vessatorietà” di alcune clausole inserite nei termini di utilizzo di WhatsApp Messenger che riguardano, in particolare, la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente per il professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore.

A questo si aggiungono le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del Foro competente sulle controversie che, ad oggi, è stabilito esclusivamente presso tribunali americani. Nel caso in cui l’Antitrust accertasse gli illeciti, il Codacons ha annunciato di volere avviare una class action contro WhatsApp, per risarcire gli utenti italiani.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

RIVOLUZIONE YOUTUBER

di Andrea Amato e Matteo Maffucci 14€ Acquista
Articolo Precedente

Apple, i nuovi MacBook Pro: “Mai stati così sottili”. In Italia a partire da 1.749 euro

next
Articolo Successivo

Snapchat vicina all’offerta pubblica in Borsa? Intanto gli altri social corrono ai ripari

next