Polemica accesa sulla figura di Dario Fo tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il creatore di Dagospia, Roberto D’Agostino, durante Otto e Mezzo (La7). A innescare il dibattito è la riflessione di Scanzi sulle differenze tra Fo e Gaber nel loro teatro di narrazione: “Entrambi partivano da una posizione che sbertucciava il potere, ma alla fine degli spettacoli di Gaber c’era una grande solitudine. Il suo teatro sfociava nella rabbia e nell’invettiva. Con Fo, invece, c’era sempre un sottotesto che dava speranza. Gaber diceva: ‘La rivoluzione oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente’. Ma lo affermava ironicamente. Fo diceva: ‘La rivoluzione oggi no, domani non la facciamo perché noi italiani siamo lenti, ma dopodomani la faremo e io sarò con voi, perché io vi dico come si fa la rivoluzione’. “Questo si chiama compromesso retorico” – insorge D’Agostino – “A parole sono tutti grandi e geniali, poi della vita privata di Dario Fo vogliamo parlare? La povera Franca Rame che va lì a Domenica in a piangere sulle sue sventure coniugali? Mi dà fastidio che ogni volta dobbiamo fare il santino”. Scanzi non ci sta, e ribatte: “Parliamo invece del coraggio di Franca Rame nel mettere in scena lo spettacolo dello stupro. Non si può semplificare così. Ridurre Franca Rame, come fa D’Agostino, a una che andava a frignare in tv perché litigava con Dario Fo è delirio assoluto”

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